Spettacolo teatrale e musicale in occasione della presentazione del libro “Museologia e percezione. Dalla contemplazione del bello all’esperienza estetica” di Domenico Piraina e Maurizio Vanni (Pacini Editore)
Arcidosso: Sabato 19 luglio 2025 alle ore 18 il Castello Aldobrandesco di Arcidosso ospiterà uno spettacolo d’eccezione in occasione della presentazione del volume di Domenico Piraina e Maurizio Vanni “Museologia e percezione. Dalla contemplazione del bello all’esperienza estetica”, edito da Pacini Editore. Il racconto scenico “L’altra storia del bello. Dal Neolitico al Novecento”, di e con Maurizio Vanni, che vedrà la partecipazione di Francesca Del Lungo, Marco Giubbilei, Annamaria Sbrilli, Domenico Ponzuoli, attori dell’Associazione artisticoculturale Piano Scenico di Piancastagnaio, della flautista Maddalena Pastorelli e del clarinettista Remo Simonetti della Scuola di Musica I. Fazzi di Castel del Piano, e di Michela Cicchinè come direttrice di scena, è promosso da Comune di Arcidosso, Polo Museale Arcidosso e Proloco Arcidosso in collaborazione con Omina. L’evento è ad ingresso libero.
Si tratta di uno storytelling teatrale e musicale liberamente ispirato al libro che farà riflettere lo spettatore su una serie di domande. Le persone conoscono la realtà? Ciò che hanno di fronte può essere definita tale? Il genere umano possiede gli strumenti per indagarne l’essenza e giungere alla verità? Potremmo affermare che l’arte sia tanto vecchia quanto l’homo sapiens e che nasca con una forma di esoterismo ante litteram: nelle grotte di Lascaux l’uomo cercava un contatto con l’oltre, rincorreva un presagio, immaginava qualcosa che in quel momento non era davanti a lui auspicando generose battute di caccia. Il problema della sopravvivenza lo avvicinava al soprannaturale attraverso l’arte. Paradossalmente, tutti i più importanti momenti artistici sono stati connotati da questioni sociali, teologiche, filosofiche, scientifiche, psicologiche o antropologiche.
L’artista, da sempre persona sensibile in anticipo sui tempi in divenire, ha trasformato idee e stati d’animo del suo presente in capolavori della storia della pittura. Spesso, ha nascosto tra le sue composizioni segni e simboli legati a pensieri che non desiderava, o non poteva, condividere con tutti. Potremmo addirittura supporre che l’arte visiva sia nata esoterica, ovvero che, anche nelle sue forme più aperte e “trasparenti”, abbia sempre celato messaggi per una stretta cerchia di eletti e per le generazioni successive. Il vero obiettivo della maggior parte degli artisti, probabilmente, non è mai stato quello di rappresentare qualcosa di esistente, ma suggerire e rendere reale.
Ma in tutto questo che ruolo ha giocato la bellezza? Cosa si intende per bellezza? Esiste una bellezza oggettiva? Quali sono i parametri a cui dovrebbe rispondere? Nelle arti visive possiamo ancora parlare di “bello assoluto”? In un’epoca in cui il pensiero prevale sulla forma non sarebbe più rassicurante focalizzarsi su un indice percettivo personale, su un’esperienza estetica soggettiva che vada oltre l’utilizzo del solo senso della vista? E se fosse sempre stato così fin dai tempi dell’arte greca?
Maurizio Vanni è Museologo e Storico dell’Arte, specialista in Sostenibilità, Valorizzazione e Gestione museale. Docente di Museologia all’Università di Pisa, ha al suo attivo 3 direzioni museali e 700 pubblicazioni.
Per info sull’evento contattare il 366.7472612.
