Martedì 22 luglio il concerto al museo Casa Rossa Ximenes di Castiglione della Pescaia
Castiglione della Pescaia: Il festival “Note al chiaro di luna” prosegue con un nuovo appuntamento in programma martedì 22 luglio alle ore 21.30 con un quartetto formato da Aldo Milani (sax), Raffaele Pallozzi (pianoforte), Dario Rossi (batteria) e Franco Fabbrini (basso elettrico), in scena alla Casa Rossa Ximenes di Castiglione della Pescaia, il museo nella riserva naturale della Diaccia Botrona (ingresso al museo: 8 euro; info e prenotazioni: iat@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; 0564 927244 – 0564 933678).
Aldo Milani, grossetano, ha iniziato a studiare flauto traverso a 9 anni e si è diplomato a 17 anni al Conservatorio di Santa Cecilia. Ha poi studiato sassofono jazz con Stefano Cocco Cantini e improvvisazione con Danilo Rea e Mauro Grossi, oltre che con Claudio Fasoli, Bruno Tommaso, Giancarlo Gazzani e Stefano Zenni. Suona nella Alex Marchetti straight band e nell'orchestra sudamericana Guajira e ha costituito con Jacopo Martini (chitarra solista), Luca Giacomelli (chitarra ritmica) e Nicola Vernuccio (contrabbasso) il quartetto Jazz Manouche che propone brani originali e standard jazz del chitarrista Django Reinhardt.

Raffaele Pallozzi ha cominciato a studiare pianoforte a 9 anni e ha seguito corsi con Stefano Sabatini, Franco D’Andrea, Riccardo Zegna e Toni Pancella. Ha completato gli studi jazz al Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila. Con il clarinettista Bepi D’Amato esplora la radice mainstream. Nel pop ha collaborato con gli O.r.o., dei quali è stato tastierista dal 2000 al 2004, e nella dance-elettronica con il dj Claudio Coccoluto. Dal 2008 al 2012 è il pianista di Simona Molinari, con la quale ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2009 con il contributo di Ornella Vanoni e Fabrizio Bosso. Ha collaborato – tra gli altri – anche con Ares Tavolazzi, Roberto Gatto, Massimo Moriconi, Enrico Rava.

Dario Rossi ha iniziato a studiare a 5 anni con Roberto Forlini e poco dopo si è unito alla banda del suo paese sul Monte Amiata. Si è laureato in Batteria e percussioni jazz al triennio universitario alla Siena Jazz University e ha proseguito gli studi al Conservatorio “Venezze” di Rovigo dove si è diplomato al biennio specialistico. Ha collaborato con Piero Odorici, Stefano Senni, Nico Menci, Barend Middelhoff, Emiliano Pintori, Matteo Raggi, Roberto Rossi, Carlo Atti, Jim Rotondi, Peter Bernstein e Joe Magnarelli. Ha studiato batteria con Fabrizio Sferra, Francesco Petreni, Walter Paoli, Paolo Corsi, Stefano Paolini e con batteristi americani come Jason Brown. Alla carriera da musicista affianca quella di insegnante.

Franco Fabbrini ha “incontrato” la musica a 13 anni, con l'album “Andres Segovia plays Bach”, imparando in pochi mesi con una vecchia chitarra Eko in pochi mesi a suonare “a orecchio” tutti i brani dell’album. I suoi interessi musicali si sono orientati poi verso il progressive ’60/’70 e il jazz-rock di gruppi come Area e Perigeo. Il 9 agosto 1975 a Follonica, con il suo gruppo “Parametro Tipo” ha aperto proprio uno storico concerto degli Area. Ha iniziato poi la sua esperienza con il Siena Jazz, prima come allievo e poi come docente, che lo porterà a incontrare musicisti straordinari con i quali nasceranno innumerevoli progetti e collaborazioni.

Il festival “Note al chiaro di luna” è organizzato da Agimus Grosseto nell'ambito del progetto “Attraverso i suoni” e dal Comune di Castiglione della Pescaia con la direzione artistica del maestro Gloria Mazzi.