Follonica: Un concerto straordinario quello che il Bollani Danish Trio ha portato al Grey Cat a Follonica.
Uno spettacolo un po’ fuori dal comune questo del Grey Cat Jazz Festival 2025 che il Bollani Danish Trio porta sul palco delle Ferriere di Follonica, lo scorso 13 agosto.
Un pugno di canzoni, inedite per lo più, messo in scena per stupire il numeroso pubblico da sold out, che ha applaudito a scena aperta in continuazione. Improvvisazioni continue, molto ispirate che uniscono momenti di puro divertimento e delicatezza a passaggi più intensi e meditativi.
I tre musicisti sono estremamente affiatati, capaci di capirsi al volo e di creare musica in modo spontaneo e imprevedibile, a volte sembra senza seguire la scaletta prestabilita, ma guidati dalla momentanea ispirazione.

Il Bollani Danish Trio è stato costretto ad uno spettacolo un po’ frettoloso. Si doveva facilitare l’altro concerto di Follonica, Brunori Sas, che si teneva la stessa sera al Parco Centrale: musica di tutt’altro genere che, perlomeno dalla strada, suonava abbastanza sciatta e molto copiata.
Difficile immaginare le ragioni che spingono una amministrazione locale come Follonica, ad organizzare due eventi di questa portata nella stessa sera.
Sotto la minaccia di un acquazzone, al Grey Cat Festival Bollani scherza dal palco, tiene il pubblico presente con grande capacità istrionica, anche grazie alle sue esperienze di cabarettista, e dichiara apertamente, e più volte, che tutti i brani sono inediti.
Quindi, sono irriconoscibili dal pubblico. Uno spettacolo strutturato appositamente in questo modo. I brani sono sostanzialmente stati scritti tutti da Bollani e Jesper, con un “Luisa” di Antonio Carlos Jobim sul finale.
Certo, emerge l’immensa abilità di questo trio di virtuosi che improvvisa continuamente, si organizza anche solo a sguardi, si comprende senza nemmeno guardarsi, e mette giù una quantità di armonie mescolate a tecnicismi che è senza pari.
Il pubblico applaude felice, a scena aperta e in continuazione. C’è solo musica in questo spettacolo, niente voce, nessun testo. Bollani Danish Trio improvvisa con il temporale circostante, lampi e tuoni incorporati alle armonie ininterrotte.
E un bis finale con standing ovation, una versione stupenda di “Impressioni di settembre”, apprezzatissimo dal pubblico che finalmente si concede di poter andare a tempo con la musica di questo pezzo storico scritto dalla PFM e da Mogol - il primo brano italiano ad utilizzare i sintetizzatori.
La formazione del Bollani Danish Trio comprende Stefano Bollani (pianoforte), Jesper Bodilsen (contrabbasso) e Morten Lund (batteria) due musicisti di punta della scena scandinava.
I tre artisti si sono incontrati nel 2002 su iniziativa di Enrico Rava, per una collaborazione in occasione della vittoria di Rava al Jazzpar, prestigioso premio danese.
Il Trio inizia a lavorare insieme e pubblica alcuni album: “Mi ritorni in mente” e “Gleda”, entrambi usciti per l’etichetta danese Stunt Records, e “Stone in the Water”, pubblicato dall’etichetta tedesca ECM. Seguono poi l’album “Joy in Spite of Everything” (ECM), inciso a New York con il supporto del chitarrista Bill Frisell e del sassofonista Mark Turner, e “Close to You” (Stunt), disco in cui Bollani, Bodilsen e Lund affiancano la cantante danese Katrine Madsen.
È stato uno spettacolo avvincente quello di Bollani Danish Trio a Follonica per il Grey Cat Jazz Festival 2025.
