Cultura

In mostra capolavori del Rinascimento dalla Collezione Luzzetti a Grosseto

In mostra capolavori del Rinascimento dalla Collezione Luzzetti a Grosseto

In mostra capolavori del Rinascimento dalla Collezione Luzzetti a Grosseto

Lo scorso 7 settembre, si è chiusa con grande successo la mostra “Capolavori del Rinascimento nella Collezione Luzzetti”, presso Le Clarisse, Grosseto.

Grosseto: Il Polo Culturale “Le Clarisse” di Grosseto ha organizzato la mostra molto interessante dal titolo “Capolavori del Rinascimento nella Collezione Luzzetti”, con opere proveniente dalla collezione di Palazzo Luzzetti (Firenze), nato dall’idea del mecenate grossetano scomparso circa due anni fa.

“Capolavori del Rinascimento nella Collezione Luzzetti” esponeva, per la prima volta in assoluto, cinque opere d'arte mai presentate insieme - di proprietà degli eredi del collezionista - tutte tavole di grandi maestri del Rinascimento italiano: Sandro Botticelli, Giovanni Bellini, Pinturicchio, Giorgio Vasari e Amico Aspertini.

Il primo dipinto, “Madonna con bambino, San Giovanni Battista e San Gabriele Arcangelo” (tempera su tavola, 1485-90) di Sandro Botticelli e bottega, fu acquistata da Luzzetti ad un asta di Christie’s a Londra nel 1985. Il dipinto era di proprietà di un gentiluomo inglese che volle restare anonimo alla vendita. Tuttavia, fu venduto nel 1898 da Palazzo Medici Ricciardi, Milano. Se ne persero le tracce, poi ricomparve per l’asta di Christie’s, comunque accompagnato da certificazioni di autenticità.

Un’opera in cui la maestria del tratto botticelliano, ormai già codificato all’epoca, emerge chiara e distingue le novità del Rinascimento oramai avviato.

La seconda opera in mostra, “Orazione nell’Orto”, è attribuita a Bernardino di Betto detto Pinturicchio, (olio su tavola, fine ‘400).

Dopo alcune vicissitudini del passato, l’opera viene attribuita a Pinturicchio, dagli esperti Filippo Todini e Angelo Tartuferi, che ne confermano l’autenticità grazie all’uso dei colori e alla notevole capacità tecnica già ascrivibile al Pinturicchio quando ancora era nelle collaborazioni con il Perugino.

L’opera appartenne alla collezione personale del Cancelliere Tedesco, Konrad Adenauer, che la acquistò dal collezionista svizzero Heinz Kisters il quale però, erroneamente la catalogò come opera di Eusebio di San Giorgio, della bottega del Perugino – Kisters seguiva compravendita e donazioni per Adenauer.

È invece della bottega di Giovanni Bellini, la terza opera in mostra a Le Clarisse, “Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Sebastiano e tre cherubini” (olio su tavola, circa 1490). Si tratta di un’opera che replica un dipinto esposto al Louvre, quasi identifico per dimensioni, forma e iconografia.

Rispetto al dipinto del Louvre, l’opera in mostra a Le Clarisse presenta uno sfondo indefinito di colore scuro, mentre il manto della Vergine è di colore verde, anziché giallo. Altre lievi differenze riguardano la balaustra marmorea nel primo piano su cui poggia il bambino, che non presenta la decorazione scolpita del borgo che compare nella tavola di Parigi, e le frecce sul corpo di San Sebastiano.

Si tratta di una copia, non di una replica, di grandissima qualità che dimostra l’abilità della bottega diretta dal Bellini.

La quarta opera in mostra a Le Clarisse è “Madonna col Bambino e San Giovannino” di Giorgio Vasari (olio su tavola, circa metà ‘500). Un’opera straordinaria dell’artista aretino, che riprende qui lavori già precedenti. Vasari fu punto di riferimento a Firenze per i manieristi,non solo come pittore, ma contribuì anche come architetto (es. Santa Croce, S. Maria Novella, gli Uffizi, il Corridoio Vasariano) e scrittore (es. Le Vite).

Quest'opera a Le Clarisse ritorna sul mercato antiquario nel 2004 e viene acquistata da Luzzetti ad un’asta da Christie’s a Londra.

La tavola si distingue per essere sostanziale e rigorosa, con una composizione semplice e al contempo monumentale. Vi sono decorazioni limitate a pochi preziosi inserti. È la versione basilare e sfoltita di una altra splendida e celebrata opera, “La sacra famiglia con San Francesco” (County Museum of Art di Los Angeles) che Vasari dipinse a Venezia nel 1541 per il banchiere fiorentino Francesco Leoni.

Infine, la quinta opera in esposizione, “La Sacra Famiglia con Santa Caterina, San Giovannino e Sant’Anna” (olio su tavola) di Amico Aspertini. La datazione è incerta, comunque sempre nella prima metà del XVI secolo. Inizialmente attribuita a Raffaello, quest’opera presenta invece i tratti tipici del lavoro di Aspertini, artista controcorrente.

I volti dei personaggi di quest’opera, così tipici nel lavoro dell’artista, hanno una vitalità esaltata da Aspertini che si distanzia dai canoni estetici correnti: per esempio, il parapetto senza prospettiva, il movimento delle mani intorno all'anello, lo sfondo disseminato di edifici dalle proporzioni variabili. È un confrontarsi duro contro l'equilibrio del tardo Rinascimento. Aspertini, infatti, è l'antagonista polemico, avversatore tenace e unico al classicismo del suo ambiente, ma anche si confronta con gli artisti più importanti, come Perugino, poi Raffaello e gli esponenti della maniera. Verrà definito “capriccioso e pazzo” “cervello fuori di squadra” “umor bisbetico” “stravagante” e “bizzarro”.

Il lascito di Gianfranco Luzzetti (1932 – 2023) alla città di Grosseto è un atto di mecenatismo di assoluto valore, sia morale sia economico. Nato a Giuncarico, si sposta da piccolo a Grosseto, città dei genitori. Dopo la guerra, si stabilisce prima a Roma, dove prosegue gli studi ed entra in contatto con il mondo dell’arte, e poi a Milano per terminare il servizio militare. Nella Milano del miracolo economico, apre con una collega un piccolo negozio di arti decorative in via Morone. Successivamente, apre una galleria d’arte della prestigiosa via Montenapoleone.

Da allora iniziarono iniziative artistiche sempre più importanti e in tutto il mondo. Nel 1982 ritorna in Toscana, a Firenze, dove acquista un palazzo duecentesco nel centrale Borgo San Jacopo, e vi apre una galleria che poi alla sua morte diventerà una casa museo collegata alla donazione che fa alla città di Grosseto.

Nel 2018, infatti, dona alla città di Grosseto 64 opere d'arte antica per il nuovo “Museo collezione Gianfranco Luzzetti” inaugurato nel 2019 all'interno del Polo culturale Le Clarisse di Grosseto.

Gianfranco Luzzetti muore a Firenze nel 2023.

Una mostra straordinaria “Capolavori del Rinascimento nella Collezione Luzzetti”, presso Le Clarisse, Grosseto.


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