Definito da molti “l’artista dei cieli”, Patella concentra la sua ricerca sul paesaggio celeste, inteso non come sfondo ma come spazio ancestrale, spirituale e universale. Nei suoi dipinti non compaiono figure umane: l’assenza è una scelta precisa, che evita l’artificio e lascia il cielo come luogo di contemplazione pura, carico di silenzio e potenza evocativa.
Orbetello: «Essere pittore oggi significa abbracciare una profonda solitudine», ha raccontato in una recente intervista. Una solitudine fertile, che diventa strumento per rallentare il tempo e riconnettersi all’essenza delle cose. Non a caso, i suoi cieli rimandano a esperienze collettive e senza tempo: il gesto universale di rivolgere gli occhi al cielo per pregare, sperare, cercare risposte.
Le sue opere, realizzate con pigmenti naturali preparati a mano, tele di juta trattate personalmente e telai in legno pregiato, custodiscono un sapere antico. La lavorazione artigianale, lenta e rigorosa, non è semplice tecnica, ma parte integrante della filosofia artistica: il colore diventa memoria, durata, legame con i maestri del passato.
Patella si ispira a figure come Caspar David Friedrich e, tra i contemporanei, Anselm Kiefer, condividendo con loro la volontà di unire arte, spiritualità e storia. Nei suoi cieli, fatti di azzurri profondi e nubi mutevoli, si percepisce la ricerca di un contatto con il divino, non in senso mistico, ma come tentativo di restituire tracce di un’umanità universale.
La mostra sarà inaugurata sabato 20 settembre alle ore 19:00 presso la sede della Galleria Orler in Corso Italia 35 a Orbetello. Per l’occasione, e per tutta la durata della rassegna, le opere saranno disponibili con un’agevolazione rivolta a collezionisti e appassionati.
Un appuntamento che conferma la vocazione della Galleria Orler a portare nella laguna toscana artisti capaci di unire qualità pittorica, ricerca autentica e riflessione culturale.
Ingresso libero.
