A Monticello Amiata la presentazione del romanzo che intreccia fede, identità e ricerca di libertà, nel segno di un Dio che chiama ciascuno per nome.
Monticello Amiata: Come si racconta una vocazione? Come un itinerario già prestabilito, che a noi tocca semplicemente percorrere? O non, piuttosto, come un cammino che si fa mentre si vive, si soffre, si scopre qualcosa di più di noi stessi? Queste domande sono, in qualche modo, al fondo de “L’incontro. Storia di una vocazione” (edizioni Effigi), romanzo scritto da Stella Lepore, suora che dopo un'esperienza in un istituto religioso di vita attiva, ha scelto la dimensione della vita eremitica per rinnovare la sua “alleanza” con Dio.
Il libro sarà presentato in anteprima domenica 21 settembre, alle ore 18.30, presso il santuario della Madonna di Val di Prata, a Monticello Amiata. Insieme all’autrice interverranno Cornelia Niedermeier, che modererà l’incontro, e l’arpista Ann Fierens, che impreziosirà l’appuntamento offrendo alcuni intermezzi musicali.
Il romanzo racconta del conflitto che abita il cuore di Elena, la protagonista della storia: la tensione tra la sua identità e la fede, tra il desiderio di libertà e un Dio che non smette di chiamarla per nome. La paura di sentirsi “sbagliata” e le parole di chi giudica pesano sulla sua anima. Eppure, in un momento di resa, qualcuno le ricorda una verità semplice e scandalosa: non esistono persone sbagliate. Inizia così un cammino di domande e silenzi, di passi avanti e passi indietro, di fratture inevitabili. Elena non è un’eroina né una martire: è una donna che impara a stare di fronte a Dio così com’è, senza maschere. E a scegliere una strada che non promette risposte facili, ma una possibilità di pace.
“Ho impiegato due anni a completare questo romanzo – racconta suor Stella – E’ stata, infatti, una gestazione travagliata e l’idea di questo libro è come se mi inseguisse. Ho, così, deciso di continuare a scrivere per aiutare chi avrà la bontà di leggere questo romanzo a comprendere col cuore, prima che con l’intelligenza, che non esistono persone costrette a una vita sbagliata: c’è, invece, sempre una possibilità di cambiamento. La protagonista della storia, infatti, da un fallimento incontra quel Dio che le fa comprendere che quanto più una persona è libera, tanto più è capace di scelta. In questo libro – continua la religiosa – affronto il tema dell’omosessualità, dopo aver accompagnato una persona che aveva fatto questa scoperta di sé, per dire che Dio ha un progetto d’amore su ciascuna delle sue creature, su ciascuna! Il mio più profondo desiderio – confida – è che chi leggerà questa storia si senta invitato a migliorare se stesso”.
In fin dei conti l'esistenza stessa di suor Stella è la testimonianza di come ciascuna vita sia continuamente chiamata a rinnovarsi, da parte di Dio. “Per me – racconta – la vita eremitica si basa su un incontro. La solitudine per la solitudine non esiste! Noi siamo fatti per la comunione con Dio e ogni eremita vuol essere un piccolo segno di questa comunione, una strada che mentre si slancia verso l'alto, non può fare a meno di irradiarsi verso ogni fratello e sorella. Certamente ogni eremita è un mondo a sé e non si può dire che esista un solo modo per fare vita eremitica nella Chiesa; vi sono, anzi, molte sfaccettature. Ma sicuramente ciascuna di queste esperienze è accomunata alle altre da questa tensione profonda a dire al mondo che la strada è quella della comunione!”
