Diciassette artisti reinterpretano “Il Bevitore” per La Città Visibile, tra pop, kitsch e ironia.
Grosseto: L’intrigante mostra collettiva, “Un Mondo di Teomondo”, rilancia il tormentone dello spettacolo Drive In per la Settimana della Cultura Grossetana che ha come tema quest’anno gli Anni ’80.
Un gruppo di artisti locali, con grande spirito di ironia e trasgressione, utilizza uno stilema degli anni ’80, quindi una tradizione, per farne una trasgressione tutta nuova.
Viene riproposto, così, un tormentone noto a tutti negli anni ’80, preso dal successo del programma televisivo cult “Drive In”, in cui il comico Ezio Greggio proponeva “Asta Tosta”, una asta improbabile di oggetti improbabili a prezzi improbabili, in cui solitamente il maestro Teomondo Scrofalo, nome inventato e ridanciano, chiudeva l’asta a prezzo stracciato tra le risate di tutti.
Teomondo Scrofalo divenne così famoso che tutti ne parlavano per strada, al bar, ovunque.
In realtà, il dipinto originale ha una sua storia. Si tratta de “Il Bevitore” opera di Giambattista de Curtis (Napoli, 20 luglio 1860 – Napoli, 15 gennaio 1926) che è stato un pittore e poeta italiano, artista autodidatta, decoratore di interni e professore onorario all’Accademia di Napoli, lontano parente di Antonio Totò de Curtis.
Ma soprattutto, Giambattista De Curtis è stato un importante autore di musica e versi, tanto che scrisse canzoni come “Carmela”, la famosa “Torna a Surriento” (dedicata a Primo Ministro Zanardelli dopo una sua visita per ricordargli di aprire un ufficio postale nel paese), ma anche “Lucia Lucì ('i m'arricordo 'e te)” da cui l’omonimo film di Ubaldo Maria del Colle del 1922.
Per motivi ignoti, dal dopoguerra “Il Bevitore” è stato stampato e venduto a migliaia di copie, tanto che si poteva trovare quasi ovunque nelle osterie, ristoranti, case di campagna, poderi, ecc. ecc..
Probabilmente, il soggetto di un vecchietto che beve vino, con un sorriso un po' strano ma tuttavia simpatico, dava un'impressione di felicità. Al contempo questo dipinto si poteva trovare ovunque in posti popolari, appunto, non dentro ai musei, non dentro collezioni.
Poi il successo incredibile che ebbe questa riproposizione televisiva degli anni 80. Per uno di quei casi del destino il “Bevitore” divenne famosissimo, virale diremmo oggi, confermandone il successo tutto kitsch e tuttavia popolarissimo.
La mostra collettiva “Un Mondo di Teomondo” ha avuto una genesi speciale. L'idea è nata durante una cena tra artisti, quando la voglia di creare accelera ancora di più.
La scelta degli eventi grossetani più adatti ricadde su La Città Visibile, manifestazione d'arte e animazione culturale in questo anno dedicata agli Anni ‘80.
Si crea così questo gruppo di amici artisti che partecipano ad un esperimento espositivo che tocca cultura pop e trash, virando verso il kitsch, comunque con leggerezza, e che utilizza una delle opere più iconiche della cultura pop italiana diventata celebre, appunto come “Il Bevitore”, e l’inverosimile maestro Teomondo Scrofalo icone ormai parte dell'immaginario comune collettivo.
Quindi per celebrare l'autunno, il tempo della vendemmia e gli anni ottanta gli organizzatori hanno deciso di invitare gli artisti e amici a reinterpretare nel proprio linguaggio espressivo e con qualunque tecnica artistica, “Il Bevitore” di Teomodno Scrofalo, dare vita nuova ad un'opera diventata ormai sinonimo di scarsa qualità artistica.
Si può credere di agire con avventatezza nel dedicare una mostra ad una delle opere più sbeffeggiata della cultura popolare, ma qui gli artisti giocano sul terreno del popolare, pur tuttavia affrontando le convenzioni, semplicemente ma professionalmente, creando arte per puro divertimento, senza obbiettivi di alto livello.
Il nutrito gruppo di 17 artisti è composto da: Piero Ardenghi, Anna Capanni, Edoardo Casini, Enrico Contu, Stefano Corti, Aldo Dianzani, Manola Gazzarri, Mattia Ghinelli, Giuliano Giuggioli, Daniele Govi, Alessandro Grazi, Vanessa Mancini, Isabella Musu, Francesca Naso, Céline Ouimet, Francesca Sersanti e Chiara Toniolo.
Organizzata dall’associazione culturale Eventi di Grosseto, la collettiva si tiene nella sede di Galleria Eventi, via Varese 18, dal 20 al 27 settembre 2025.