Grosseto: È stato un grande successo, il debutto nazionale del film “La chitarra nella roccia” di Lucio Corsi al Cinema The Space di Grosseto, il 2 novembre scorso. Un successo forse nemmeno tanto previsto, perché l’iniziale offerta di una sala al The Space Cinema, si è velocemente trasformata in tre sale disponibili per accogliere “La Chitarra nella Roccia - Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano”.
Presentato anche in anteprima pochi giorni fa alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, questo film è fatto con le riprese del concerto del 30 luglio scorso che si è tenuto nella famosa abbazia cistercense del XII secolo, nel Comune di Chiusdino, Siena, regista Tommaso Ottomano, fratello artistico e coautore di Corsi.
Il film ha debuttato sul grande schermo in esclusiva in tutti i The Space Cinema, la prima proiezione ufficiale a quello di Grosseto con la presenza dell’artista. Ma ha proseguito il 3, 4 e 5 novembre sempre presso tutta la catena dei cinema The Space. L’ultimo giorno di programmazione, Lucio Corsi era presente al rinomato The Space Moderno, in Piazza della Repubblica a Roma.

“Questo film è il sogno di bambino che diventa realtà” dice Lucio Corsi “È un’idea che ci gira in testa, a me e a Tommaso, sin da quando eravamo bambini: fare un concerto a San Galgano. Un luogo magico, che emerge come un albero nel mezzo della campagna Maremmana. Si tratta di un film fatto in presa diretta, è tutto un one shot, una ripresa è via. Ho rifatto solo due pezzi perché volevo che venissero proprio bene. È un film girato su pellicola 16mm. Abbiamo voluto ricreare un’atmosfera anni ’70, propri come si faceva una volta, ispirandoci ai film concerto di Bob Dylan, per esempio. Il film è diretto da Tommaso Ottomano e interpretato da me, insieme al resto della banda: tutta gente con cui suono da anni, fin dai tempi del liceo.”.
In effetti, tutta la produzione di Corsi, e del suo gemello artistico Ottomano, ruota intorno a concetti di fine anni ’60 / inizio anni ’70. Questo film concerto è la summa di tutto quello che i due artisti sono riusciti a fare finora. Sul palco di San Galgano due amplificatori giganti vecchio stile, sedici musicisti e i loro strumenti tirati fuori dalle cantine dei nonni, i faretti rotondi vintage, e un’enorme supporto luci esterno che illumina fra le apertura dell’abside, microfoni e strumenti con i cavi da districare quindi che non si vedevano da decenni, telecamere di quell’epoca usate su rotaia, con il carrello, a mano o da postazione fissa.
Insomma, un salto indietro nel tempo. Anni in cui però gli artisti presenti sul palco del concerto nemmeno c’erano. E tuttavia, l’amore di questi giovani per quel periodo, riesce a dare una linfa nuova, apprezzata da tutte le generazioni, forte ma poetica. Apprezzatissimo è il rifiuto della volgarità imperante nel mondo della musica contemporanea e, invece, c’è l’avvicinarsi a temi intergenerazionali più miti che fanno felici anche i bambini.
Anzi, qui sta la bellezza innovativa di Corsi e Ottomano. Copiano i costumi, riciclano gli strumenti, la musica si ispira ai Beatles, a Elton John, Bowie, è vero.
Ma l’ispirazione, che si riflette nei i testi delle canzoni, è di una poetica tutta originale. In quelle parole convivono i cantautori italiani, ma anche un uso della lingua italiana e delle sue origini toscane con riflessi dialettali. Soprattutto c’è un estro bellissimo che riprende la tradizione popolare e il folclore maremmano e toscano, le fiabe, le leggende, con riflessi di ottava rima.
Quel periodo storico anni ‘60/’70, infatti, fu caratterizzato da un’ondata di musica ispirata al folk, complice Dylan ma anche grandi gruppi inglesi (per esempio Genesis, Fairport Convention, Jethro Tull) che trasformarono la musica folk in rock, attualizzando.
Ecco allora che Corsi e Ottomano si collocano perfettamente in quel periodo che, però, rendono attuale e fruibile anche ai più giovani.
“La Chitarra Nella Roccia” è un film live di ben 85 minuti e 21 canzoni. Si vede l’emozione genuina di Corsi e degli altri musicisti, sedici in tutto, una band che già ha accompagnato il cantautore in tutte le date di quest’anno, a cui si sono aggiunti per l’occasione due coriste, una sezione di quattro fiati, un percussionista, il suo ormai iconico fotografo Francis Delacroix e lo stesso Tommaso Ottomano.
Il progetto del film vede la regia di Tommaso Ottomano e la produzione di Sugar. La produzione esecutiva è a cura di Borotalco, in collaborazione con Magellano Concerti e Picicca Management. Il lungometraggio è stato inoltre realizzato con il contributo della Regione Toscana, con il sostegno della Provincia di Grosseto e con il patrocinio del Comune di Chiusdino.
È stato prodotto anche un disco live che uscirà nei prossimi giorni, dal titolo omonimo, disponibile in varie edizioni e formati.
Da gennaio 2026, Lucio Corsi inizierà la sua prima esperienza internazionale con “Tour Europeo 2026”, nei club delle principali città europee, toccando Lugano e Zurigo, Vienna, Praga, Varsavia, Berlino, Bruxelles, Londra, Lussemburgo, Amsterdam, Parigi. A questo seguirà poi “Lucio Corsi - Palasport 2026” il suo primo tour nei palazzetti italiani.
Avendo venduto 600 biglietti in dodici ore solo a Grosseto, “La Chitarra Nella Roccia”, presso The Space Cinema, è stato un successo senza precedenti in città che dimostra la qualità del lavoro di Lucio Corsi e di Tommaso Ottomano.
