Cultura

Alla Libreria delle ragazze Adriana Cavarero presenta "Donna si nasce"

Venerdì 21 marzo, ore 18

Alla Libreria delle ragazze Adriana Cavarero presenta "Donna si nasce"

“Cosa significa oggi essere donna devi deciderlo innanzitutto tu, ragazza!”.

Grosseto: È la dedica ideale di Donna si nasce (e qualche volta lo si diventa, Mondadori) di Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo. Filosofe di due generazioni diverse, entrambe dell’Università di Verona, in un lavoro a quattro mani rivolto esplicitamente alle più giovani, fanno il punto di cosa è stata e può ancora essere la rivoluzione femminista. ll libro sarà presentato venerdì 21 marzo alle 18 alla Libreria delle Ragazze di via Fanti 11/b a Grosseto, con l’autrice Adriana Cavarero in dialogo con la giornalista Donatella Borghesi.

Il titolo è già un messaggio. “Donne si diventa” era la famosa frase di Simone De Beauvoir, l’autrice di Il secondo sesso (1949): per l’intellettuale francese essere donna era un prodotto culturale della società dominata dagli uomini, e per la propria liberazione bisognava prendere le distanze dal dato biologico. Il percorso delle filosofe Cavarero e Guaraldi va in tutt’altra direzione, riandando all’origine di tutti noi genere umano, il corpo materno. Per le due filosofe è particolarmente importante in un momento in cui il femminismo si è come appannato, diviso in più gruppi che non dialogano tra di loro, tanto che si parla ormai di più femminismi, al plurale. Così vogliono mettere ordine nella debordante confusione linguistica che stiamo vivendo, per la quale la parola donna perde di significato, sostituita da “persona con utero”. In un racconto affascinante che parte da Platone e dai grandi miti, dalle Baccanti di Euripide alle filosofe di oggi come Judith Butler, il saggio percorre le tante tappe del pensiero della differenza, guidato dall’urgenza dei temi che sembrano confondere e disorientare: il gender come rappresentazione culturale del sesso, la parola “donna” come prodotto del patriarcato, la maternità surrogata come sogno tra l’utero artificiale e lo sfruttamento del corpo femminile, infine il transfemminismo… “Siamo in pieno pensiero postmoderno, fatto di fluidità e di frammentazione, dominato dalla moltiplicazione dell’Io, è un pensiero che ha una radice metafisica, che non parla più dei corpi”, sostiene Cavarero. “Ma il pensiero della differenza non è svanito nel nulla, è presente in tutta la letteratura femminista, dobbiamo recuperarne il gusto. E recuperare il buon senso del materialismo. Dobbiamo rimettere in fila le cose, ricostruire la storia del femminismo, perché le ragazze non lo sanno che i diritti prima non c’erano”.

ADRIANA CAVARERO già docente di filosofia politica all’Università di Verona, tra le fondatrici del gruppo di Diotima e studiosa di Hannah Arendt. Il suo Nonostante Platone è stato uno dei testi fondanti del femminismo italiano, insieme a Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi e a L’ordine simbolico della madre di Luisa Muraro. Nel 2023 ha pubblicato Donne che allattano cuccioli di lupo. 


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