Nella sede di Artemare Club la storia dei Cape Horners e della loro Associazione IACH - International Association of Cape Hornes, di recente la Principessa Anna d’Inghilterra ha accettato di diventare la madrina dell’associazione che riunisce i cosiddetti gli skipper professionisti che hanno doppiato il mitico Capo Horn.
Porto Santo Stefano: Durante un passaggio no stop di almeno tremila miglia. Racconta il comandante Daniele Busetto, la Principessa Anna dal 2012 ammiraglio della Royal Navy e velista da sempre segue così le orme del padre il Principe Filippo che è stato patrono dell’Associazione fondata nel 1936 per quasi cinquant’anni ed è stato anche Ammiraglio della Royal Naval Sailing Association che organizzò la prima edizione della mitica Whitbread Round the World Race, giro del mondo in equipaggio nel 1973 - 74 e in quell’occasione commissionò alla Royal Mint la realizzazione di una medaglia commemorativa in bronzo, da quel momento la navigazione a vela sportiva intorno al mondo ha conosciuto un’evoluzione costante con eventi come il Vendée Globe, il Golden Globe, il Global Solo, oltre alle Ocean Race e il trofeo Jules Verne, di recente anche la nave scuola Amerigo Vespucci nel suo secondo giro del mondo ha passato Capo Horn per la prima volta nei suoi 94 anni di vita e di navigazioni. Continua il comandante Busetto se c’è un luogo mitico della navigazione in oceano quello è certamente Capo Horn, un posto estremo e isolato tra i “quaranta ruggenti” e i “cinquanta urlanti” alla latitudine di 55°58′48″S – 67°17′21″W, tratto di mare tra i più difficili al mondo, un vero e proprio cimitero di navi e marinai, una curiosità per tutti coloro che ce l’hanno fatta a scapolare c’è un distintivo di tradizione antica, possono portare un orecchino d’oro con orgoglio sul lobo sinistro. Come si usa nel galateo marinaresco inglese “a toast” di Artemare Club per la Principessa Anna nel suo il nuovo ambito incarico!

