Venerdi 11 aprile ore 18,00
Grosseto: La pratica della infibulazione, mutilazione genitale femminile praticata nella maggior parte dei paesi africani, è nota da tempo. Erano gli anni ‘70 quando la storica rivista mensile autogestita Effe, pubblicava un’intervista a due medici italiani, chiedendo loro se avevano mai effettuato tale pratica e se si erano posti problemi di coscienza. Dalle loro risposte emergeva una totale mancanza di consapevolezza riducendo tutto ad un fatto “culturale” e di “tradizione”. Il romanzo di Silvia Meconcelli parte da questa “tradizione” e racconta una storia contemporanea, quella di Saba, giovane etiope riuscita a sfuggire alla mutilazione dopo la morte della sorella avvenuta proprio in seguito a tale pratica. Saba, aspirante giornalista, vive e lavora a Firenze e arde dal desiderio di denunciare i soprusi che l’Africa ha subito e continua a subire, anche sul piano economico, ma deve affrontare un razzismo ancora latente nella vita di tutti i giorni e combattere il proprio senso di colpa per aver avuto la fortuna di non correre il rischio di morire dissanguata come la sorella Amalle.
Saba però non è l’unica a dover fare i conti con il proprio passato. Alla sua storia si affianca quella di Amedeo, fondatore di una associazione che si occupa di mediazione culturale e che collabora con il centro MGF, un luogo di riferimento per migliorare la vita delle donne sottoposte a infibulazione.
Anche Amedeo ha i propri fantasmi e deve riuscire ad accettare il proprio vissuto, o meglio il vissuto di suo nonno, testimone di violenze risalenti al periodo della guerra di colonizzazione in Etiopia, episodi di sopraffazione sulla popolazione locale e sulle ragazzine di appena dodici anni inermi e costrette ad una convivenza forzata con i soldati italiani.
Entrambi devono ritrovare la loro “interezza”, riconciliarsi con le proprie paure, i propri fantasmi e finalmente riappropriarsi della propria libertà combattendo l’indifferenza colpevole di chi fa finta di niente e accetta ogni forma di discriminazione senza reagire alle ingiustizie.
Silvia Meconcelli, giovane scrittrice grossetana, socia fondatrice e vicepresidente dell’Associazione Culturale “Letteratura e Dintorni”. Ha al suo attivo due romanzi, Quel che non sai di me (Scatole Parlanti, 2017), Premio Letterario “Città di Siena” 2017, e Pazze di libertà (Alter Ego Edizioni, 2019), Premio Letterario “La Città sul Ponte” 2019 e il Premio del Territorio per la Letteratura della X Edizione del Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta