Polo Universitario: Greci & co. da Taranto a Siracusa tra VII e VI secolo a.C.

Grosseto: Venerdì 24 aprile alle ore 16 presso l’Aula Magna della Fondazione Polo Universitario Grossetano in via Ginori, 43 si terrà la conferenza del ciclo Incontri con le voci dell'archeologia dal titolo: “Greci & co. da Taranto a Siracusa tra VII e VI secolo a.C.”. L’evento sarà a cura dell'archeologa Maria Rosaria Luberto ed è organizzato in collaborazione tra Fondazione Polo Universitario Grossetano, Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena ed Associazione Archeologica Maremmana.

Maria Rosaria Luberto, archeologa, è specializzata in Archeologia Classica ed ha conseguito il Dottorato in Storia e Civiltà del Mondo Antico all’Università degli Studi di Firenze; ha condotto ricerche post-dottorato in Italia, all’Università degli Studi di Firenze e presso l’IMT-Scuola Alti Studi di Lucca, e in Grecia, alla Scuola Archeologica Italiana di Atene. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla Grecia, la Magna Grecia e la Sicilia, in particolare nei periodi arcaico e classico. I campi di ricerca principali riguardano la ‘colonizzazione’ greca; l’urbanistica e la topografia antica; l’architettura domestica; l’archeologia del paesaggio; la cultura materiale; le produzioni e il consumo delle ceramiche; la tessitura; l’iconografia; i giochi e le feste del periodo imperiale romano; le fonti antiche greche e latine; l'inventariazione e la catalogazione, la gestione dei depositi museali. All’Università di Siena è PI del progetto UrbArts-Urban Archaeological Townscapes on. Attualmente è docente per il corso di Redazione e gestione della documentazione dei reperti archeologici per la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell'Università di Siena.

Nella conferenza sarà analizzato il ruolo della mobilità umana e delle pratiche artigianali nella formazione della civiltà magnogreca nell’Italia meridionale, con particolare attenzione all’area ionica della Calabria. In assenza di fonti scritte esaustive, la documentazione archeologica – in particolare le ceramiche – costituisce una base privilegiata per ricostruire i primi contatti tra Greci e comunità indigene già a partire dalla metà dell’VIII secolo a.C., in una fase precedente alla fondazione delle colonie.

Attraverso l’esame di contesti quali Sibari, Crotone, Caulonia e Locri, emerge un quadro di interazioni complesse basate non solo sullo scambio di beni, ma anche di conoscenze e modelli culturali. Le produzioni ceramiche locali, pur ispirate a modelli della madrepatria, mostrano caratteri originali e rivelano l’esistenza di circuiti di mobilità artigianale che collegavano il Peloponneso, l’Italia meridionale e la Sicilia orientale, favorendo la diffusione di linguaggi stilistici condivisi.

Il caso della Locride si distingue per dinamiche peculiari: qui, in contesti indigeni anteriori alla fondazione di Locri, sono attestati materiali di importazione e produzioni ibride che indicano contatti diretti tra artigiani e comunità locali, indipendenti dalla mediazione coloniale. Tali evidenze suggeriscono l’esistenza di comunità aperte e dinamiche, capaci di recepire e rielaborare influenze esterne.

Nel complesso, lo studio evidenzia come i processi di interazione, mobilità e produzione artigianale abbiano svolto un ruolo centrale nella costruzione di identità culturali in contesti coloniali ancora in formazione, mettendo in luce scenari più articolati rispetto ai modelli interpretativi tradizionali.

L'ingresso è libero e gratuito.