Progettare la campagna contemporanea: Margherita Marri all'Accademia del Libro di Montemerano

Sabato 2 maggio, ore 18, all'Accademia del libro di Montemerano, l'architetta Margherita Marri parlerà di 'Progettare dialogando con l'ambiente' e del suo progetto 'Anonima agricola', un esempio di edilizia contemporanea in campagna.

Montemerano: Del territorio come spazio di libertà progettuale che decostruisce gli stereotipi del paesaggio rurale contro la Maremma da cartolina, si parlerà sabato 2 maggio, alle 18, all’Accademia del libro, Biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano, con l’architetta Margherita Marri

Originaria di Grosseto, 33 anni, Margherita Marri (Foto 1) lavora tra la Maremma e Milano, dove è ricercatrice presso il Politecnico; nel 2022 è stata premiata con una menzione speciale al Premio Architettura Italiana, promosso dal MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, e dalla Triennale Milano, e finalista per lo stesso premio nel 2023. È titolare con Iacopo Rosa del “Captcha Architecture”, studio che ha esposto alla Biennale di Architettura di Venezia, alla Triennale di Milano, alla Biennale di Architettura di Tbilisi e al Centro per l’arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato

Un curriculum di eccezione per giovani professionisti che sanno guardare nello stesso tempo vicino e lontano, e che considerano l’architettura come una pratica culturale e civile, come uno strumento capace di misurarsi con le contraddizioni del presente. “La campagna contemporanea non è un rifugio dal mondo tecnologico, ma una sua estensione infrastrutturale, la Maremma stessa è un’invenzione moderna, è il risultato di una riforma agraria, di una rete di canali, poderi, strade e macchine”, dice Margherita Marri, e ricorda come l’architettura con la pietra a vista e altre soluzioni legate agli stereotipi della campagna toscana raccontano una realtà che non è mai esistita.


Un esempio di questa nuova filosofia del costruire è il progetto firmato con il collega Iacopo Rosa nel 2021, la riqualificazione di “Anonima agricola”, tra Fonteblanda e Montiano. In origine era un podere dell’Ente Maremma, un capannone poi utilizzato per gli sfollati dall’alluvione del 1966, e oggi si è trasformato in uno spazio multifunzionale: da una parte strettamente legato all’azienda agricola, dall’altra proiettato verso nuove missioni, una parte dell’edificio è infatti destinato a residenze per artisti provenienti da più parti del mondo. Il progetto, realizzato in sinergia con il proprietario dell’azienda, ha avuto riconoscimenti molto importanti in Italia e all’estero - è stato nominato al premio dell’Unione Europea per l’architettura contemporanea Mies Van der Rohe 2024 - e ha inserito nella nostra campagna un esempio di edilizia contemporanea, il manifesto di quello che la professionista chiama un “linguaggio tecno-pastorale”, con l’uso di materiali provenienti dall’ambito agricolo. Con Margherita Marri dialogherà la storica dell’arte Ersilia Agnolucci