"…E alla fine diventai Betty Boop": Carmelinda Gentile porta a Grosseto il suo primo libro, un atto d'amore e di coraggio

Grosseto: Ci sono libri che nascono dalla necessità di raccontare, non dalla voglia di scrivere. Appartiene a questa categoria rara e preziosa il primo libro di Carmelinda Gentile, attrice e regista siracusana di caratura internazionale, intitolato "…E alla fine diventai Betty Boop", pubblicato da Aurea Nox Casa Editrice. Il volume sarà presentato al pubblico martedì 12 maggio 2026, alle ore 18:00, presso la Sala Conferenze della Fondazione Villa Elena Maria, in Via Cimabue a Grosseto.

L'evento è promosso congiuntamente dalla LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sede di Grosseto (APS-ETS), dall'associazione La Farfalla O.D.V. e dalla Fondazione Villa Elena Maria ONLUS, tre realtà del territorio accomunate da una missione profonda: accompagnare le persone attraverso le fragilità della vita, restituendo loro dignità, speranza e bellezza.

Betty Boop: capelli corti come quelli di chi ha attraversato la chemioterapia, occhi grandi spalancati sulla vita, un sorriso che non si arrende. Non è un caso che Carmelinda Gentile abbia scelto questa icona animata come simbolo della propria metamorfosi. Nel titolo del libro si condensano ironia e profondità, leggerezza e peso specifico di una storia vera. Betty Boop diventa qui il simbolo di una femminilità indomita, della capacità di rinascere sorridendo anche dopo aver guardato negli occhi l'abisso.

Il libro, disponibile presso Mondadori Bookstore Grosseto Centro Storico, partner dell’evento, si muove tra autobiografia, diario emotivo e opera letteraria di crescita personale, intrecciando narrativa, riflessione e poesia in un'unica voce che parla senza filtri. Tra Sicilia e Amsterdam, tra il mare come memoria e la malattia come spartiacque esistenziale, Carmelinda Gentile racconta un percorso umano che non cerca l'effetto ma sceglie la sincerità. Le pagine attraversano la malattia senza mai smarrire l'umanità dell'autrice, trasformando la fragilità in possibilità, la ferita in consapevolezza, il corpo in una testimonianza d'amore e resistenza.

Nelle pagine del libro trovano spazio momenti di intensa poesia, scene familiari, riflessioni sull'identità femminile, sull'amore, sulla dignità personale, sul rapporto con il passato e sulla necessaria costruzione di una nuova se stessa. La Sicilia è presente come radice emotiva profonda; la maternità, il mare, la memoria si intrecciano fino a formare un racconto che è al tempo stesso universale e intimo. Come ha scritto la stessa autrice, a volte ci si salva semplicemente ritrovando se stessi.

Carmelinda Gentile nasce a Siracusa e si avvicina all'arte fin da bambina, iniziando con la danza prima di scoprire la propria vocazione nel teatro. Si forma presso l'Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA) sotto la guida del filologo e grecista Giusto Monaco, acquisendo una solida base nel teatro classico che diventerà il fondamento di tutta la sua carriera.

Il suo debutto professionale avviene nel 1994 al Teatro Greco di Siracusa, con "Gli Acarnesi" di Aristofane: un esordio di straordinaria rilevanza, su uno dei palcoscenici più evocativi e antichi del mondo. Da quel momento in poi, Carmelinda costruisce una carriera teatrale intensa e articolata, oscillando tra il repertorio classico e il teatro contemporaneo, interpretando ruoli profondi e complessi legati ai temi dell'identità e della memoria.

Il grande pubblico televisivo la conosce grazie al ruolo di Beba nella celebre serie "Il Commissario Montalbano", ma la sua carriera non si esaurisce nella notorietà televisiva: cinema e teatro rimangono i luoghi in cui la sua arte trova la sua espressione più autentica e rigorosa.

Nel 2016 compie una scelta coraggiosa e si trasferisce ad Amsterdam, dove fonda il Korego Theater Group, un progetto culturale ambizioso dedicato alla promozione del teatro italiano all'estero attraverso spettacoli, laboratori e iniziative di respiro internazionale. È in questo contesto europeo che Carmelinda trasforma anche la propria esperienza personale di malattia in impegno artistico e umano, dando vita a "Passo dopo passo", un laboratorio teatrale dedicato a chi affronta percorsi oncologici. Il teatro, ancora una volta, come strumento di cura e di restituzione della dignità.

Il riconoscimento istituzionale di questo straordinario percorso arriva nel 2024, quando il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale le conferisce il titolo di Cavaliere dell'Ordine della Stella d'Italia, onorificenza che premia il suo contributo eccezionale alla diffusione della cultura italiana nel mondo. Un riconoscimento che non è soltanto un premio personale, ma la certificazione di una missione portata avanti con coerenza, dedizione e amore per la propria terra.

A dialogare con l'autrice sarà Bruno Mazzocchi, mentre le letture dal libro saranno affidate alle voci di Susanna Cadelo, Samantha Stringardi e Simona Notaro, tre interpreti che presteranno la propria voce alle parole di Carmelinda, restituendo ai testi scritti tutta la loro forza e la loro risonanza emotiva.

A completare la serata, i commenti musicali curati da Anna D'Acunto.

Il nastro rosa della lotta contro il tumore al seno, presente nella locandina dell'evento, non è un dettaglio decorativo: è la dichiarazione silenziosa di ciò che attraversa le pagine del libro e di ciò che accomuna le organizzatrici dell'evento. La LILT, La Farfalla e la Fondazione Villa Elena Maria hanno costruito intorno a questo libro un abbraccio istituzionale che ne riconosce il valore non soltanto letterario ma civile e sociale.