La testimonianza del Comandante Busetto rivela il ruolo decisivo del nostromo Mario Garuti, che con la sua rapidità salvò la nave da un incidente annunciato, simile a quello del Cuauhtémoc.
Porto Santo Stefano: Il comandante Daniele Busetto era a bordo nello stato maggiore della nave scuola Amerigo Vespucci, la più bella del mondo, nel 1987 a Bordeaux – sbarcando a fine anno dopo due passati a bordo - ma allora la rapidità di intervento del nostromo, il capo di prima classe scelto Mario Garuti (foto cover con i suoi nocchieri) , scomparso da qualche anno, evitò alla nave di finire come il veliero messicano Cuauhtémoc incastrata sotto un ponte e i tre alberi spezzati, incidente che è costato la vita a due marinai e diversi feriti, notizia ripetuta dai media da giorni nel mondo con video impressionati.
Fu la rapidità dell’allora nostromo che evitò il disastro, Capo Garuti, non era un sottufficiale qualunque ma il nostromo che gestisce tutte le attività di coperta e altro, ha svolto questo incarico a bordo di nave Vespucci per ben 13 anni e la conosceva molto bene, ne sapeva prevedere le reazioni. Il comandante Busetto il 25 settembre, allora aveva il grado di tenente di vascello, era al suo posto di manovra, l’Amerigo Vespucci era da poco entrata in porto a Bordeaux, in Francia, il rimorchiatore che prestava assistenza perse il controllo della nave mentre la sagoma di un ponte si faceva sempre più vicina troppo basso per passarci sotto senza fare danni, il nostromo Garuti anticipò l'ordine che sarebbe arrivato dalla plancia, dal comandante Tullio Dequal, di dare fondo all'ancora, fermando la nave in tempo.
Un cic cin sul cassero a fine manovra concluse una delle giornate pericolose dei 94 anni di vita della nave orgoglio d’Italia che da poco ha concluso il suo secondo giro del mondo e che passerà nel Mar di Maremma tra il 3 e il 4 giugno prossimi.
(nella foto un giovane comandante Busetto a bordo dell'Amerigo Vespucci nel 1986 - 1987)
