L’assessore Vittorio Bugli risponde all’interrogazione presentata dalla Lega. La capogruppo Elisa Montemagni: ”Vogliamo tutelare un simbolo che deve rappresentare tutti noi, il Consiglio e l’Istituzione” Firenze: “Non si ravvisano disposizioni di sorta che possano essere state violate dalla condotta del candidato e presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani”.
Ha risposto così l’assessore alla Presidenza Vittorio Bugli ad un’interrogazione presentata dalla Lega sull’uso politico dei simboli istituzionali della Regione Toscana nel lancio della campagna elettorale.
L’assessore ha precisato che la disciplina legislativa dei simboli istituzionali riguarda lo stemma, il gonfalone, il sigillo e la fascia, ma non la bandiera. Dal preambolo, al punto due, risulta inoltre che non sussistono norme nazionali a disciplina dei segni distintivi per i vertici istituzionali delle Regioni, né risultano intese che regolino la materia. Bugli ha precisato che la bandiera “è da ritenersi un simbolo del popolo toscano e, in quanto tale, liberamente e coerentemente esposta proprio nei momenti nei quali, anche in ambito elettorale, a tale popolo ci si rivolge”.
“E’ un caso singolare che in Toscana venga usata la bandiera per promuovere il presidente candidato di una forza politica. Una bandiera ha lo stemma al suo interno - ha replicato Elisa Montemagni - C’è la volontà di tutelare un simbolo che deve rappresentare tutti noi, il consiglio, l’istituzione”.