Parere favorevole in commissione Sviluppo economico, presieduta da Ilaria Bugetti (Pd). Utile d’esercizio di 539mila 811 euro, in leggera diminuzione rispetto al precedente che chiudeva con un attivo di 609mila71 euro di Benedetta Bernocchi Firenze: Parere favorevole a maggioranza al bilancio d’esercizio 2019 di Ente Terre, istituito per valorizzare il patrimonio agricolo forestale in disponibilità della Regione. La proposta di delibera è stata illustrata questa mattina, giovedì 28 gennaio, in commissione Sviluppo economico, presieduta da Ilaria Bugetti (Pd).
Il bilancio si chiude con un utile d’esercizio pari a 539mila 811 euro, in leggera diminuzione rispetto al precedente che chiudeva con un attivo di 609mila71 euro. Il bilancio, illustrato dal direttore dell’Ente Marco Locatelli, chiude con un valore della produzione pari a 3milioni971mila per un totale di costi di produzione di 3milioni266mila euro. L’atto ha ricevuto il parere favorevole del Partito democratico e l’astensione della Lega.
L’Ente gestisce le tenute agricole regionali di Alberese, un’area protetta di 4mila 200 ettari dove si svolgono le attività istituzionali sia di conservazione e valorizzazione del germoplasma autoctono della Toscana, sia di innovazione; la tenuta di Cesa a Marciano della Chiana, più orientata alla sperimentazione; il Parco stalloni a Pisa San Rossore e poi la tenuta di Suvignano, oltre 600 ettari confiscati alla mafia. L’Ente gestisce poi l’agrobiodiversità con le nove banche del germoplasma e con oltre 187 coltivatori custodi che sul campo mantengono queste diversità anche nelle aree marginali. Altre attività importanti dell’Ente sono la gestione e il coordinamento del patrimonio agricolo forestale: “La Regione possiede oltre 110mila ettari di superficie forestale” ha ricordato Locatelli. C’è poi la gestione della Banca della Terra come strumento per favorire l’accesso dell’imprenditoria privata, in particolare dei giovani agricoltori, i terreni agricoli e forestali, sulla quale “sono stati messi 7mila 800 ettari con 151 bandi” e sulla quale “si stanno studiando forme in cui l’ente pubblico possa garantire il privato con forme di concessione e affitti per terreni abbandonati”.
Tra le attività più rilevanti quelle legate all’agrobiodiversità, al trasferimento dell’innovazione in agricoltura tramite processi ‘Demofarms’ come a Suvignano e a Alberese, finalizzati a validare nuove tecnologie per ampliare il settore hich-tech farming, mantenendo la tradizione. Locatelli ha ricordato, poi, il progetto dei 100mila orti che “ha preso avvio nel 2016 e si pone l’obiettivo di avvicinare l’agricoltura alla città”.
Il direttore ha ricordato che il bosco in Toscana cresce di 12,5 ettari al giorno e che l’Ente ne “coordina 110mila ettari” “un patrimonio che vede oltre 380 concessioni a soggetti privati ed associazioni, con una grande presenza di attività legate alla ricreazione, allo sport con bivacchi, rifugi, insomma un’opportunità economica”.
Ilaria Bugetti cha ribadito l’importanza della “promozione della legalità a Suvignano, un progetto pilota di agricoltura sociale e un modello innovativo per la gestione dei beni confiscati alla criminalità, un esempio che merita di essere implementato in modo da diventare un prototipo per altri interventi di questo tipo in Italia”.
Secondo Marco Niccolai (Pd) “la banca della terra è uno strumento poco sfruttato in primis dai Comuni” e “siccome il tema dell’abbandono del territorio è forte, occorre dare supporto ai Comuni nel concludere le procedure”. Niccolai ha ribadito il “valore sociale inestimabile degli orti e la necessità di ampliare questa esperienza”.
Mario Puppa (Pd) ha sottolineato alcune problematiche tra cui il “bosco non tenuto” e la “mancata manutenzione del territorio” che a suo dure “producono danni enormi. Occorre ripensare a queste zone e dare futuro ai boschi abbandonati”. Il consigliere ha evidenziato anche la necessità di “fare uno sforzo per dare gambe ai progetti di sperimentazione e al patrimonio di biodiversità incredibile” per far sì che “diventino un qualcosa di economicamente valido”.
Anna Paris (Pd) ha chiesto informazioni sul personale e in sede di commissione è stato chiarito che nel 2019, e rispetto al 2018, c’è stato un decremento di costo pari a circa 132mila euro, una contrazione dovuta a cinque pensionamenti di operai agricoli a tempo indeterminato che hanno generato capacità occupazionale e quindi nuove assunzioni. Un altro motivo di risparmio è legato all’incarico di direttore delle gestioni agricole che fino al 30 aprile del 2019 ha gravato sul bilancio dell’Ente. Da maggio dello stesso anno l’incarico è stato ricomprese nelle funzioni del direttore generale, non generando quindi costi aggiuntivi.