Il presidente del Consiglio regionale alla cerimonia nell’Auditorium intitolato alla Memoria San Rossore 1938: “La lezione di vita della senatrice non va dimenticata”. Firenze: “La laurea Honoris Causa alla senatrice a vita Liliana Segre mi rende orgoglioso di essere toscano, pisano e di aver fatto parte di quella comunità che è l'Università degli Studi di Pisa.
Sono arrivato a Pisa da ragazzino e l'Università non mi ha solo insegnato concetti e formule, mi ha formato come cittadino nei valori di libertà, democrazia e rispetto per i diritti umani. Sono insegnamenti indelebili che oggi il riconoscimento alla senatrice Segre rafforza ancora di più e di questo voglio ringraziare il rettore Paolo Maria Mancarella” così il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo.
“E' poi altamente simbolico – aggiunge Mazzeo – che la cerimonia si sia svolta nell'auditorium che l'Università ha intitolato alla Memoria San Rossore 1938. Perché non possiamo e non dobbiamo dimenticare che la Shoah, e le dure persecuzioni a cui fu sottoposta Liliana Segre e la sua famiglia, hanno origine nelle legge razziali volute dal Fascismo e controfirmate dal Re d'Italia proprio nella sua tenuta di San Rossore. Fu quello l'inizio. E fu possibile perché tanti, troppi, si girarono dall'altra parte mentre gli ebrei venivano cacciati dalle scuole, dagli uffici pubblici, dagli ordini professionali, furono derubati dei loro negozi, dei loro beni e infine deportati e uccisi. Solo perché erano ebrei”.
“Oggi vediamo a pochi chilometri da noi e dalla civile Europa, in Bosnia – conclude il presidente – decine di persone costrette a vivere in condizioni disumane e degradanti, indifesi da freddo, fame e malattie. Eppure sono esseri umani. Allora non voltiamoci dall'altra parte. Battiamo l'indifferenza. L'indifferenza, come ci ha ricordato ancora pochi giorni fa la senatrice Segre, porta alla violenza, perché l'indifferenza è già violenza”.