Approvata all’unanimità dalla commissione presieduta da Marco Niccolai (Pd). Il presidente: “Chiare linee di indirizzo, è un primo passo. Segnale positivo il voto favorevole di tutti i gruppi”
di Sandro Bartoli, 9 marzo 2021
Firenze: Superamento del digital divide; manutenzione delle reti stradali; tutela e valorizzazione del patrimonio forestale e rurale; adeguata offerta di ‘destagionalizzazione’ turistica; sostegno all’imprenditoria locale; misure per assicurare una dotazione minima di servizi. Sono queste le priorità verso le quali la Regione dovrà indirizzare i propri interventi a sostegno delle aree interne contenute in una proposta di risoluzione sulle “misure di sostegno delle aree interne della Toscana, a seguito della crisi sociale ed economica provocata dalla pandemia da COVID-19”, redatta e approvata all’unanimità, nella seduta di ieri pomeriggio, dalla commissione regionale di recente istituita, interne, presieduta da Marco Niccolai (Pd).
Via libera anche dalla Lega, come ha spiegato la vicepresidente Luciana Bartolini, “a seguito di un confronto che ho avuto in mattinata con il presidente, nel quale sono state accolte tutte le nostre istanze, dall’attenzione alla scuola, alle strade forestali”, fino all’ipotesi di un testo compilativo di tutta la normativa per il sostegno e la valorizzazione delle aree marginali, “che il presidente si è impegnato a prendere in considerazione, attivando un approfondimento”.
Le cosiddette aree interne, definizione con la quale si indicano i territori fragili, distanti dai centri principali di offerta dei servizi essenziali, le zone montane e periferiche, coprono complessivamente il 60 per cento del territorio nazionale, interessano il 52 per cento dei Comuni e il 22 per cento della popolazione. In Toscana, interessano circa un terzo dell'estensione complessiva del territorio regionale.
La proposta di risoluzione, che passa ora all’esame dell’Aula, chiama la Giunta regionale a un dettagliato pacchetto di impegni. La Regione dovrà ad attivarsi nei confronti del Governo affinché “venga ripresa e potenziata una strategia nazionale a sostegno delle aree interne, rurali, insulari e montane che attivi politiche in grado di investire sulla promozione e sulla tutela della ricchezza del territorio e delle comunità locali, valorizzando le risorse naturali e culturali, favorendo il recupero del patrimonio edilizio, storico artistico e naturalistico, garantire una adeguata rete di servizi, creando nuovi circuiti occupazionali e nuove opportunità, anche come una nuova possibilità di sviluppo nel post pandemia da Covid-19”; per fare in modo che “si provveda al completamento della ‘Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne’, avviata a livello nazionale nel 2012, arrivando a finanziare quei progetti che sono stati individuati dalla Regione Toscana, ma non ancora finanziati dal Governo”. Al momento, si legge infatti nella risoluzione, non risultano ancora finanziati “i progetti presentati dai comuni montani dell'Amiata grossetana e dal Comune di Castelnuovo Val di Cecina”. Si dovranno predisporre “quanto prima, misure specifiche di ristoro per tutte le imprese che ruotano attorno al cosiddetto ‘sistema neve’, con particolare riferimento alle stazioni invernali”, che stanno subendo le pesanti conseguenze delle chiusure a causa della pandemia.
La Regione sarà chiamata ad attivarsi anche per fare in modo che “vengano previste ulteriori risorse, rispetto alla somma iniziale di 2,2 milioni di euro già stanziata dal Governo”, per far fronte ai danni provocati dalle ultime abbondanti nevicate. Per quanto riguarda direttamente le proprie competenze, si chiede di arrivare “quanto prima, nelle prossime variazioni di bilancio, a completare lo scorrimento della graduatoria del bando per contributi a favore dei comuni montani e delle unioni di comuni montani a valere sull’annualità 2020 del Fondo regionale per la montagna (di recente rifinanziato, ndr) e, analogamente, si completi lo scorrimento anche della graduatoria del Bando 2020 per il sostegno alle imprese del Sistema Neve della Toscana”.
Nel programma di sviluppo rurale, “a partire dall'anticipazione 2021-2022”, si dovranno aumentare le risorse destinate al settore forestale, con una “sottomisura dedicata specificatamente agli interventi selvicolturali di prevenzione per le aree potenzialmente instabili”; così come la dotazione delle risorse per il sostegno ai giovani agricoltori, l’indennità a favore delle aziende agricole “che operano in zone montane, sottoposte a vincoli naturali o di altra natura, che risultano particolarmente colpite dalla crisi economica attuale”. La Giunta dovrà inoltre riferire alla commissione Aree interne in merito all’attuazione di quanto disposto dall’articolo 93 della legge regionale 68 del 2011, relativamente alle misure volte a favorire la progettualità dei comuni con particolari valori del disagio e le unioni di comuni cui partecipano comuni montani. E dovrà proseguire nel “potenziamento, l’implementazione e la diffusione capillare in tutto il territorio regionale della connessione telematica e della fibra ottica nelle cosiddette ‘aree bianche’, al fine di colmare il gap del divario digitale e superare condizioni di disparità in termini di opportunità territoriali”.
Nel corso della seduta, si è arrivati al voto unanime a seguito di una modifica introdotta per superare alcune perplessità della consigliera del Movimento 5 stelle, Silvia Noferi, in merito alle azioni di selvicoltura. Sono stati ritirati un ordine del giorno della Lega, un ordine del giorno e una mozione del gruppo Fratelli d’Italia incentrati su alcuni aspetti ricompresi nella proposta di risoluzione.
“Si tratta di un primo significativo passo di questa commissione: contiene linee di indirizzo precise, azioni prioritarie per rispondere alle necessità di queste aree. Ritengo un segnale molto importante aver raggiunto l’unanimità”, ha commentato il presidente Niccolai.