Gli interventi del capogruppo del Partito democratico Vincenzo Ceccarelli, del portavoce delle opposizioni Marco Landi e del presidente della Giunta regionale Eugenio Giani
di Emmanuel Milano
Firenze: La seduta straordinaria d’urgenza sulla situazione in Ucraina è proseguita con l’intervento del capogruppo del Partito Democratico Vincenzo Ceccarelli che dopo aver espresso la scontata condanna a un’ingiustificabile invasione e la solidarietà al popolo ucraino ha aggiunto: “Ci sono momenti in cui restiamo esterrefatti, quasi paralizzati davanti al compiersi di fatti e misfatti che ti passano davanti senza che tu possa fare o dire qualcosa che sia quantomeno utile, senza voler ambire ad essere risolutivo”.
Il capogruppo del Pd dopo avere ricordato che si tratta di immagini che portano alla mente conflitti come la terribile guerra civile in Jugoslavia, le guerre nei Paesi arabi, o il terribile attacco alle torri gemelle, ha sottolineato l’importanza che “ha per noi l’articolo 11 della Costituzione attraverso il quale l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
“È in questi momenti - ha spiegato Ceccarelli – che abbiamo compreso quanto profondo fosse il desiderio di pace di quelle menti così lucide e acute che ci hanno regalato una Costituzione ancora oggi straordinariamente attuale e moderna. Putin, che mentre negozia cerca di portare a termine l’invasione dell’Ucraina, ha sottolineato che niente è più importante della sicurezza di ogni singolo Stato, e a lui vorrei dire che la sicurezza del mondo è certamente più importante della sicurezza di ogni singolo Stato. La solidarietà va al popolo ucraino tutto, ma anche a quei cittadini russi che hanno avuto la forza di manifestare il loro dissenso all’invasione”.
“Quello che è chiaro - ha concluso il capogruppo del Pd – è che non possiamo e non dobbiamo ricorrere alle armi e la loro fornitura personalmente già mi provoca turbamento. Abbiamo fatto bene a chiedere agli Stati di tutto il mondo di boicottare la Russia di Putin, attraverso sanzioni che colpiscano l’economia di quel Paese e possiamo chiedere all’Italia e al mondo intero di aiutare e sostenere i profughi e le vittime di questa guerra. Ma possiamo anche impegnarci, ognuno secondo le proprie possibilità per far si che la ricerca della pace e la condanna di ogni guerra diventino sempre più patrimonio dell’umanità. È stata bellissima ieri l’iniziativa di consegnare il Gonfalone d’argento a Rondine, un’esperienza che ci dice come i ragazzi possano diventare portatori di pace. Ci vorrebbero tantissime ‘Rondine’, perché come ha scritto Bertrand Russel, un pacifista, oltre che grande filosofo, ‘la guerra non stabilisce chi ha ragione, ma solo chi sopravvive’. E ancora una volta tocchiamo con mano la necessità che l’Europa debba avere una sola politica estera, una difesa comune, un’autosufficienza energetica. Lo spazio dell’Europa, come ha detto David Sassoli, deve diventare lo spazio della politica e della democrazia”.
Il portavoce dell’opposizione Marco Landi (Lega) ha detto di associarsi alla solidarietà che oggi viene espressa dal Consiglio regionale al popolo ucraino aggiungendo: “Credo che questo messaggio che noi mandiamo con questa mozione, che non so se arriverà fino in fondo ai veri destinatari, probabilmente no, non credo che sia una cosa inutile, perché anche le gocce scavano nella roccia. Dobbiamo chiederci un po’ di più che può fare la Regione Toscana. Non ci compete un’analisi geopolitica e miliare. Ma dobbiamo sottolineare quello che stanno facendo i volontari delle associazioni, in particolare i volontari della Croce Rossa Internazionale che dal 1863 portano, forse quello che possiamo portare noi, e per questo ringrazio il presidente Giani per la disponibilità che ha dato e il lavoro che probabilmente dovremo fare anche noi, per cercare di aiutare coloro che hanno veramente necessità di trovare un rifugio. E possiamo anche pensare di aprire davvero un tavolo per la pace, per far capire ai nostri ragazzi nelle scuole veramente che cosa significhi un conflitto, ma considerano anche quello che succede prima e che succederà dopo”.
“I simboli sono importanti - ha aggiunto il portavoce delle opposizioni – noi oggi abbiamo una bandiera con i colori della pace, ma questa parola può essere scritta ovunque, ma poteva esserci oggi la colomba con il ramoscello di ulivo. E quello che dobbiamo mandare al di là dei simboli è un messaggio più ampio sul significato della parola pace durante un conflitto. Indipendenza e neutralità fanno parte di quel concetto della parola pace che per me può essere scritta ovunque, quello che auspico è che la Toscana, e il Consiglio regionale, in questa fase dell’emergenza umanitaria siano capaci di essere solidali e ridare dignità a tutti quegli essere umani ucraini e russi che hanno bisogno che gli sia restituita la propria dignità”.
A concludere la seduta straordinaria d’urgenza del Consiglio regionale l’intervento del presidente della Giunta Eugenio Giani che ha ringraziato tutti i consiglieri per gli interventi che hanno trovato la loro sintesi nella mozione concordata e votata all’unanimità: “e che dà il senso di quello che è necessario, Istituzioni unite che con decisione siano in grado di condannare l’aggressione russa all’Ucraina e in grado, contemporaneamente, di porre le basi perché la nostra solidarietà sia una solidarietà non di facciata, ma concreta”.
“Io sono convito che rispetto ai valori dell’Europa - ha spiegato Giani – quello che è accaduto ci spieghi ancora di più quanto è importante procedere verso una più significativa Unione, perché nel mondo di oggi i soggetti che recitano un ruolo sono sempre di più quelli aggregati come la Cina, la Russia e gli Stati Uniti. E il vecchio continente non può rimanere frammentato, serve un soggetto che possa parlare con una voce sola nei momenti critici e più importanti. E per me è importante che al di là di quello che richiede la diplomazia, l’Ucraina venga inserita e accettata al più presto nell’Unione europea”.
“L’obiettivo nell’immediato è la sospensione del conflitto bellico - ha aggiunto il presidente – e la sensazione è che la Russia sfrutti il negoziato per concretizzare l’occupazione dell’Ucraina, noi da parte nostra dobbiamo fare la nostra parte, e già lo stiamo facendo dando piena disponibilità nell’accoglienza dei profughi. Sono in continuo contatto con i presidenti delle altre Regioni, con la protezione civile e con il Governo per gestire la situazione. La prima mossa è stata quella di mettere a disposizione di chi arriverà gli alberghi sanitari che abbiamo attivato per gestire l’emergenza Covid. Poi attraverso il lavoro dell’assessore Alessandra Nardini stiamo studiando come accogliere gli studenti ucraini attraverso le strutture del diritto allo studio. Abbiamo avuto la piena disponibilità del mondo del volontariato, che sta organizzando punti di raccolta per i beni, e per il momento abbiamo notizia di una trentina di persone dall’Ucraina che si sono ricongiunte alle famiglie che avevano qui. Non ci sono invece notizie per il momento su un flusso organizzato che chiede alloggio, ma quando e se accadrà ci faremo trovare pronti”.
“Domani – ha proseguito Giani – è prevista una riunione con la protezione civile, con i presidenti delle Regioni, e con il presidente Massimiliano Fedriga abbiamo già formalizzato un documento comune, da parte nostra c’è la massima unità per l’accoglienza. Penso sia molto importante creare un clima di conforto rispetto a una popolazione, tra chi ha bisogno di accoglienza e chi tornerà in patria a rivendicare i suoi diritti. La seduta di oggi del Consiglio regionale è un importante segnale ai cittadini per fare capire che siamo riuniti in modo permanente, perché presto dovremo prendere delle posizioni che ci daranno un valore politico. Mi piacerebbe poi individuare una zona, un’area dell’Ucraina dove fare un legato di amicizia per portare a quelle popolazioni aiuto e conforto. La sensazione è che la conquista delle città richiederà a Putin molto tempo e così forme di amicizia e prossimità potrebbero essere opportune”. Il presidente della Giunta ha anche annunciato che si è attivato per capire se esista una struttura regionale che possa essere messa a disposizione per la raccolta di beni con la nostra protezione civile.