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“La varietà necessaria del potere”, i valori che contano. Giani “Qualità del capitale umano”

“La varietà necessaria del potere”, i valori che contano. Giani “Qualità del capitale umano”

“La varietà necessaria del potere”, i valori che contano. Giani “Qualità del capitale umano”

Firenze: Raccontare come funzionano aziende e organizzazioni è il tema centrale del libro “La varietà necessaria del potere” scritto da Alberto Felice De Toni, ingegnere gestionale e sindaco di Udine dal 2023 ed Eugenio Bastianon, professore di Epistemologia della scienza e dell’ingegneria.

Il volume, presentato mercoledì 9 luglio presso la sede della Giunta regionale toscana a palazzo Strozzi Sacrati, spiega come le organizzazioni, per adattarsi a situazioni sempre più complesse, devono aumentare la cooperazione grazie alla crescita e all’equilibrio del micro - potere tra le persone e aumentare la corresponsabilità. Da qui nasce la riflessione sui modelli organizzativi delle aziende che si allarga anche alla politica, ai partiti e allo spazio effettivo di una partecipazione basata sulla creatività e sulla autonomia delle persone.

“Sono le persone – nelle parole del presidente Giani – che riescono sempre a fare la differenza in qualsiasi contesto e il valore del capitale umano è centrale per la crescita della dimensione umana di tutte le comunità dove si condividono tempo, relazioni e valori. Questo vale per le città, le aziende ed anche nella dinamica delle relazioni politiche, dove il contributo dei singoli alla realizzazione dei progetti di governo e amministrazione è decisivo”.

“Saper costruire relazioni – continua Giani - significa rivisitare il senso della politica e della rappresentanza e ridimensionare il crescente consenso che attualmente una certa “cultura del comando” riscuote nella società. Quando questo accade torna a prevalere l’importanza del dialogo costruttivo e del confronto aperto che diventano strumenti di legittimazione e di quel buon governo che cambia e migliora, riformandola, la realtà sociale ed il modo di vivere delle persone”.

Il libro propone un’utile chiave di lettura che aiuta a comprendere perché una gerarchia politica o aziendale priva di autorevolezza, senza consenso e con una applicazione di criteri meritocratici che non tiene conto della dimensione umana è destinata a produrre scelte divisive e dimostra come la crescente complessità non si affronta con l’accentramento e nuove posizioni di controllo, ma con un allargamento e con l’equilibrio dei poteri.

“La tesi di questo libro – spiega De Toni -è che il potere non viene mai vissuto in maniera positiva, è sempre considerato un tema negativo. In realtà ogni persona per essere veramente libera ha bisogno anch'essa di un micropotere di tipo economico, culturale, relazionale, cognitivo. Quindi c'è un lato chiaro del potere, che è quello della libertà delle persone e delle relazioni, e c'è un lato oscuro, che invece è quello dell'oppressione”. Il potere è invece una entità generativa come la conoscenza o il dialogo. Quando ci confrontiamo con l’altro e cambiamo un'idea, alla fine abbiamo il doppio d'idee”.

“Se deleghiamo il potere in periferia – continua De Toni – come accade nei dipartimenti universitari, o nelle città ai Quartieri, il potere al centro non diminuisce, anzi cresce perché c'è più reputazione, coinvolgimento e capacità di governo. Quindi la mia tesi è molto semplice, la risposta strutturale alla complessità esterna è l'aumento di potere distribuito all'interno delle organizzazioni. Questo vale anche a livello sociale: quando la complessità aumenta è necessaria una distribuzione di poteri e un loro equilibrio”.

“Il libro del professor De Toni – racconta Fabrizio Bandini, direttore di cardiologia dell’Azienda USL Toscana Centro - nasce da una lunga e profonda riflessione su temi che la complessità della vita, delle relazioni umane, di quelle sociali e del mondo del lavoro propone a tutti coloro che si occupano di organizzazione, in qualsiasi campo. Il senso di queste pagine può essere riassunto nella dedica di De Toni che apre il volume, rivolta a quelli che si chiamano costruttori di contesto. Sono loro che incoraggiano i self-leaders, le persone che lavorano e operano in autonomia e con rispetto dei loro obiettivi e degli altri. La leadership diventa cosi da gerarchica a generativa, cioè costruisce il contesto e crea un orizzonte di condivisione comune e un collante, una potente forma di traino emotivo”.

 

“La varietà necessaria del potere”, i valori che contano. Giani “Qualità del capitale umano” /media/images/Giani-firma.jpg “La varietà necessaria del potere”, i valori che contano. Giani “Qualità del capitale umano” Firenze, Fri, 11 Jul 2025 08:27:00 GMT “La varietà necessaria del potere”, i valori che contano. Giani “Qualità del capitale umano” Maremma News 675 it /media/images/thumbs/x600-Giani-firma.jpg PT3M Dalla regione