Firenze: Dalla Toscana un messaggio al governo per un impegno sulle politiche abitative. Lo hanno lanciato il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla casa Alessandra Nardini dall’Istituto degli Innocenti di Firenze dove è stato presentato il XIV rapporto sulla condizione abitativa in Toscana.
“Oggi – ha detto Giani - vi è una totale assenza del governo sulle politiche abitative. Occorre – ha aggiunto - rimettere quelle risorse che abbiamo avuto per il conto affitti e un piano straordinario sulla casa che sia un po' come quello che un toscano come Amintore Fanfani negli anni 50 portò con l’Ina Casa”.
Lo stesso rapporto presentato oggi “dimostra il disimpegno del governo nazionale su questo tema, dall’azzeramento del fondo contro contributo affitti all'impossibilità, se non verranno modificate le tempistiche, di utilizzare il fondo morosità incolpevole”, ha sottolineato l’assessora Nardini, che ha commentato l’annuncio del presidente del consiglio Meloni sulla messa a disposizione nei prossimi anni di 100.000 alloggi tra affitto calmierato e affitto sociale. “Noi assistiamo a quotidiani annunci roboanti, da parte della presidente Meloni e del ministro Salvini, circa un famigerato piano casa che il governo intenderebbe mettere in campo, ma non sappiamo assolutamente nulla di questo, le Regioni non hanno neppure mai visto una bozza, non ne è stato mai discusso in sede di Conferenza delle Regioni. Non sappiamo di quante risorse si parla, di come verranno distribuite, di come potranno essere utilizzate sui territori e non abbiamo neppure notizia delle tempistiche”, ha dichiarato l’assessora. “Chiediamo – ha aggiunto - di conoscere il contenuto di questo Piano e di passare quindi, finalmente, dalle parole ai fatti perché le persone aspettano risposte rispetto ad un diritto fondamentale, che nel nostro Paese viene purtroppo ancora oggi, a troppe persone, negato”. “L’impegno che la Toscana ha messo in campo è uno sforzo importante in sinergia e in supporto alle amministrazioni comunali ma – ha chiosato Nardini - davvero rischiamo di non farcela se da parte del governo nazionale rimane questo assoluto disinteresse”.

Le considerazioni alla luce del XIV rapporto e l’impegno della Toscana - Al centro delle riflessioni di Giani e Nardini quanto è stato fatto dalla Regione Toscana. “Il diritto alla casa è centrale come il lavoro, la scuola e la sanità”, ha fatto notare il presidente, che dopo aver ricordato il recente provvedimento che concentra 58 milioni di euro, ricavati da un revisione della spesa sui fondi europei, su interventi nei territori per le politiche abitative.
Attenzione particolare è riservata alla cosiddetta “fascia grigia”, o “arancione” come preferisce definirla Giani”, delle persone che non ha i requisiti di accesso per l’edilizia residenziale pubblica e contestualmente difficoltà a sostenere i costi del mercato privato. Per Giani, “l'aspetto principale è concentrarsi sul creare le condizioni di housing sociale e affitti agevolati”. Ma anche alla rigenerazione urbana “che sta avendo successo, su cui ci mettiamo risorse, ma che deve dare sempre più spazio alla ristrutturazione di alloggi e quindi di risposta al diritto all'abitare”, e all’utilizzo da parte della Regione e dei Comuni del patrimonio immobiliare dei servizio sanitario, che in alcuni casi “può essere convertito in abitazioni”.
L’assessora Nardini ha ribadito l’impegno della Regione Toscana. “Come Regione Toscana continueremo a fare la nostra parte su questo tema. Siamo convinti che il diritto alla casa sia un diritto sociale fondamentale, e che non possa continuare ad essere, per citare il sociologo Thorgersen, 'il pilastro traballante dello stato sociale'”. In questi anni abbiamo messo destinato risorse ingenti all’edilizia residenziale pubblica, “su cui abbiamo investito in questi anni 51 milioni di euro per interventi di manutenzione su circa 2.500 alloggi e per il triennio 2025-2027 abbiamo un piano da 27 milioni sempre per interventi sull'ERP e stiamo lavorando per trovare ulteriori risorse anche per il 2028. In più, come ha già detto il presidente Giani, pensiamo anche alla fascia grigia, a chi non ha i requisiti per entrare in graduatoria Erp ma non ce la fa, senza alcuni supporto, nel libero mercato immobiliare. Servono esattamente a questo gli investimenti che abbiamo fatto, e che faremo, grazie a risorse FESR, sull'housing sociale.
Perché questa fascia si sta allargando sempre di più a causa di vari fattori, tra cui, principalmente, le condizioni di lavoro nel nostro Paese: bassi salari, lavoro povero, precarietà".
"Inoltre - ha detto ancora Nardini - in questi anni abbiamo messo in campo anche esperienze innovative, come le agenzie sociali per la casa, che operano come una interfaccia tra il mercato privato della locazione e famiglie/persone vulnerabili che da quel mercato sono spesso escluse per vari motivi tra cui discriminazioni e assenza di garanzie richieste dai proprietari. Credo sia importante lavorare per consolidare queste esperienze nei territori dove esistono e promuoverne la nascita di nuove nei territori scoperti."
“Il ruolo delle istituzioni – ha concluso - è infatti quello di farsi carico delle situazioni di fragilità e far sì che le persone possano uscire da quella condizione. Il filo rosso che continua a unire le nostre politiche e a definirle è quello del contrasto e della prevenzione delle disuguaglianze. L'obiettivo è quello di dare risposte a tutte le persone che hanno bisogno. In Toscana cerchiamo di farlo concretamente, a partire dal garantire il diritto alla casa che, appunto, dovrebbe essere un diritto e non un privilegio solo per chi può permetterselo".
“La casa è un bene essenziale e ognuno dovrebbe potervi accedere per avere una vita dignitosa – ha osservato Susanna Cenni, sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscana, nel corso dell’evento di presentazione del rapporto -. I numeri ci dicono che purtroppo non è così e questo rappresenta oggi una delle principali emergenze sociali, che interpella direttamente le responsabilità delle istituzioni a tutti i livelli. I dati di questo Rapporto evidenziano un quadro complesso, in cui aumentano le disuguaglianze e si ampliano le aree di vulnerabilità abitativa. È necessario rafforzare l’impegno pubblico, rendendo più strutturali e integrate le politiche per l’abitare. Ma servono soprattutto alcune certezze, a partire da un vero piano casa nazionale che metta a disposizione risorse certe e strumenti non occasionali. Oggi questa emergenza sta pesando moltissimo sui bilanci dei Comuni, che da soli non possono farcela. Come Anci Toscana, riteniamo fondamentale un’azione coordinata tra Comuni, Regione e Stato per garantire risposte concrete e durature ai bisogni delle comunità in termini di risorse, progetti innovativi, rapporti pubblico-privato e risposte più mirate e differenziate per esigenze diversificate”.