L’atto, che vede come prima firmataria Lidia Bai del Pd, è stato approvato a maggioranza, accolto un emendamento del M5s. Il centrodestra non ha partecipato al voto
Firenze – Approvata dal Consiglio regionale una mozione in merito alle conseguenze del definanziamento operato dal Governo in relazione agli interventi destinati all'adeguamento ed alla messa in sicurezza del ‘Corridoio Tirrenico’. L’atto, che vede come prima firmataria Lidia Bai (Pd) è passato a maggioranza, con il voto favorevole di Pd, Casa riformista, Avs e M5s. Accolto un emendamento presentato dal Movimento 5 stelle e sottoscritto dalla stessa Bai. Il centrodestra ha deciso di non partecipare al voto.
Con la mozione si impegna la Giunta regionale, in considerazione del fatto che il completamento del Corridoio Tirrenico “risulta indispensabile al fine di integrare le infrastrutture toscane con le reti di trasporto europee, migliorare la sicurezza della mobilità e l’accessibilità interna e favorire la competitività dalla costa in termini di sviluppo economico e turistico” ad attivarsi nei confronti del Governo affinché “provveda a reperire e ripristinare in tempi brevi le risorse necessarie a finanziare la progettazione e la realizzazione dell’infrastruttura”, “porti a completamento il passaggio di competenza tra Sat spa e Anas in materia di progettazione ed esecuzione dell’intervento infrastrutturale”, “sia revocata la spirale di aumenti che da alcuni anni vede lievitare il costo del pedaggio al casello autostradale di Rosignano, dove a partire dal 1 gennaio 2026 grava per un euro sugli utenti, in maggioranza pendolari e operatori del sistema economico locale, a fronte di una percorrenza di pochi chilometri”.

Con l’emendamento presentato da Irene Galletti (M5S) e accolto dal Pd, si chiede la rimozione del casello di Vada. Bai ha illustrato l’atto in Aula, ripercorrendo la lunga storia della vicenda che ha portato nel 2017 ad accogliere con accordo generale l’idea della realizzazione di una superstrada a 4 corsie, dopo che un primo progetto, che puntava alla realizzazione di un tratto autostradale, aveva provocato scontri e contrarietà sul territorio. Nel 2019 si avvia il passaggio di competenze tra Sat e Anas che doveva realizzare futuro intervento. Nel 2024 è approvato lo schema di contratto e si prevede la programmazione dei lotti, con appaltabilità nel 2025 del tratto tra Ansedonia e Pescia Romana. La Regione Toscana, ha ricordato Bai, ha sempre sollecitato affinché l’intervento fosse realizzato, e nel 2025 si è dichiarata disponibile a contribuire con 100 milioni ai lavori da Fonteblanda al confine regionale. “La mozione – ha proseguito Bai - vuole porre l’attenzione su un tema importantissimo e sulla necessità che il Governo si muova per realizzare l’opera e predisporre tutti gli atti per il passaggio. C’è un tema di sicurezza fondamentale, è un tratto di pericolosità estrema, il sud della Toscana deve essere in grado di superare il gap dovuto alla mancanza di viabilità adeguata”.
Il presidente della Giunta Eugenio Giani ha ricordato che “si tratta di un argomento decisivo su cui la Regione non ha potere. Se fosse stata fatta l’autostrada, oggi ce l’avremmo, ma in Maremma scoppiò la rivoluzione e si decise per l’Aurelia bis. Noi abbiamo sempre spinto il Governo a lavorare per la sua realizzazione”. “Basterebbe – ha aggiunto Giani – che venissero realizzati i due lotti finali con i sotto-lotti da Fonteblanda ad Albinia e da Albinia fino ad Ansedonia, al confine regionale. Basterebbe quello per ridurre pericolosità e lentezza. Sono due lotti da 400 milioni, sono 5 anni che lo chiedo al ministro Salvini, ora mi appello ai consiglieri di opposizione con spirito costruttivo perché glielo facciano capire. Votiamo insieme questa mozione e lavoriamo tutti per convincere Salvini dell’importanza strategica di finanziare questi lotti”.
Luca Minucci (FdI) ha replicato: “Io sono d’accordo con Giani quando dice che va realizzata l’infrastruttura, tutti i giorni percorro quel tratto. Se viene modificata la mozione, partendo dal titolo, noi la votiamo, se parliamo di definanziamento non abbiamo centrato il tema”. “Per quei lotti il Cipe – ha spiegato il consigliere – ha deciso che non si potevano cantierare se non c’erano i progetti definitivi degli altri lotti. Se vogliamo dare un segnale vero, insieme chiediamo al ministero di chiedere al Cipe di modificare la delibera 2012 in cui aveva collegato questi lotti”. Per questo Minucci ha chiesto di ritirare la mozione e di lavorare per scriverne un’altra.
Marcella Amadio (FdI) ha commentato che “fino al 2022 c’era il Pd al governo. È un’opera importantissima, ma è un problema annoso, come mai il Pd ha il vezzo che si sveglia quando al governo ci siamo noi? Non è un bell’approccio”. Amadio ha inoltre chiesto di eliminare “il pezzo di autostrada che attraversa Cecina perché di fatto non è autostrada, c’è stato inserito solo il casello di Rosignano, che chiedo di eliminare”.
Alessandro Franchi (Pd) ha ricordato che “è dalla fine anni 60 che si parla di corridoio tirrenico. Le responsabilità vanno quindi equamente distribuite, il tema della sofferenza della costa toscana a due velocità è forte. Però in questi ultimi anni qualcosa è successo, quando si è insediato questo governo le opere avevano superato le difficoltà progettuali e il territorio aveva condiviso un progetto, che era stato inserito nella programmazione nazionale e godeva di un finanziamento, ed erano in atto procedure per il passaggio da Sat ad Anas. In questi ultimi anni l’opera è stata definanziata e messa fuori programma e non se ne sa più nulla. Noi siamo disponibili a fare il lavoro insieme su una mozione, ma questo atto è stato presentato da varie settimane, oggi dobbiamo segnare un punto e far sentire la voce del Consiglio regionale. In futuro siamo assolutamente disponibili a lavorare su un atto unitario”.
Irene Galletti (M5S), nel sottoscrivere la mozione, ha spiegato di aver presentato un emendamento per rimuovere “il casello fantasma di Vada, che in estate diventa un nodo di ingorghi e che non ha ragion d’essere per gli sviluppi che ci sono stati successivamente”. “Io credo – ha commentato - che la tematica coinvolga tutte le forze politiche, tutti hanno chiesto la messa in sicurezza di quell’arteria”.
Matteo Trapani (Pd) ha commentato che “questo è un tema che interessa tutta la Toscana. Si è deciso di togliere i fondi per non destinarli più lì. C’è un pezzo della nostra Toscana mal collegata e luogo di incidenti, Giani lo ha chiesto più volte, sono stati presentati emendamenti in Parlamento che sono stati bocciati”. “Questa mozione – ha detto ancora - non va a criticare in modo sterile il governo, chiedere oggi di ripristinare in tempi brevi le risorse necessari,e è una cosa che deve fare il governo, così come il passaggio da Sat ad Anas”.
Secondo Marco Guidi (FdI) “la mozione così come strutturata ha una connotazione politica che non è quello che serve oggi al territorio. Voi dite di finanziare di nuovo un capitolo con soldi, per lasciarli lì a dormire, per tanti anni sono stati lì e non sono stati usati. Si deve prima chiedere di abolire i vincoli della delibera del Cipe e poi chiedere soldi”.
In conclusione, Lidia Bai ha comunicato di “non poter accogliere la richiesta di togliere il richiamo al mancato finanziamento dello Stato nel 2026, perché rappresenta una volontà nata con una decurtazione nel 2025 e seguita dal totale annullamento delle risorse nel 2026. Un atto che rappresenta la mancanza di lungimiranza anche rispetto a tutto il corridoio tirrenico”, ha spiegato la consigliera. “Ognuno di noi ha responsabilità sul mancato accordo e la mancata realizzazione. Siamo al punto in cui bisogna lavorare e avviare questo intervento. Ci vedremo alla manifestazione del 17 a Capalbio”.
Luca Minucci ha annunciato quindi la decisione di Fratelli d’Italia di non partecipare al voto “perché non venga strumentalizzato un voto contrario. Con rammarico prendo atto del rifiuto della mia proposta, non ho detto che non dovevamo criticare l’azione del Governo, questo è un argomento che va al di là delle appartenenze politiche: prima viene il territorio e dopo vengono le appartenenze partitiche. È un’occasione mancata – ha aggiunto Minucci –, potevamo lavorare insieme a un testo condiviso. Il completamento è un obbligo che abbiamo verso i cittadini e ci adopereremo ancora di più verso i nostri rappresentanti affinché sia messo al primo punto degli obiettivi del Governo di qui al 2027 e mi auguro anche dopo. Con piacere sarò alla manifestazione di venerdì con la collega Bai”.