Follonica: Dopo il duro attacco sulla sanità, il candidato al Consiglio Regionale Jurij Di Massa torna a puntare il dito contro la gestione della Regione Toscana, questa volta sulle infrastrutture, definendo la situazione della Maremma “degna del terzo mondo”.
“La Maremma è Toscana, ma le sue infrastrutture sembrano quelle del secolo scorso – afferma Di Massa –. Abbiamo strade dissestate, collegamenti ferroviari che funzionano a singhiozzo e una rete digitale che non copre vaste zone del territorio. Così si costringe un’intera comunità a vivere in una condizione di isolamento che non è degna di una regione come la nostra. È un paradosso che mentre Open Fiber annuncia di aver coperto il 94% delle cosiddette ‘aree bianche’ italiane, migliaia di famiglie grossetane si vedano ancora costrette a utilizzare connessioni satellitari instabili, costose e poco affidabili.”
Il candidato denuncia un abbandono che non è frutto del caso, ma di precise scelte politiche: “Le giunte regionali che si sono succedute negli ultimi decenni hanno sempre risposto che non c’erano i numeri per investire in certe aree, invitando i cittadini a rassegnarsi. È una visione miope e ingiusta: si investe dove ci sono persone, non solo dove ci sono profitti. Perché che giustizia sociale può esserci se nella stessa Toscana convivono comunità moderne, connesse e servite, e comunità lasciate al margine, tagliate fuori dalle opportunità di crescita?”
Di Massa lega inoltre il tema delle infrastrutture alla mancanza di rappresentanza politica: “La Maremma è stata doppiamente penalizzata. Da una parte l’isolamento materiale, dall’altra il silenzio politico. Per colpa di una legge elettorale sbagliata e sbilanciata, questo territorio non ha mai potuto far sentire davvero la sua voce nei palazzi della Regione. Ed è così che il divario si è allargato anno dopo anno.”
Per il candidato di Fratelli d’Italia, la questione infrastrutturale non riguarda soltanto la qualità della vita, ma anche il futuro stesso della Maremma: “Un territorio senza strade sicure, senza treni affidabili e senza connessione digitale non può crescere, non può attrarre investimenti, non può sostenere il turismo e nemmeno trattenere i suoi giovani. È questa la vera emergenza: la mancanza di infrastrutture non è solo un problema tecnico, ma un fattore che alimenta lo spopolamento e l’impoverimento sociale.”
La ricetta, secondo Di Massa, è un cambio radicale di approccio: “Non servono manager che guardano solo ai bilanci, servono amministratori che sappiano ragionare da buon padre di famiglia. Questo significa programmare investimenti diretti sulle infrastrutture materiali e digitali, per restituire pari diritti a chi vive nelle aree interne e non accettare che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B. È una questione di dignità e di giustizia sociale.”
E conclude con un appello: “I collegamenti sono vita. La Maremma non deve più rassegnarsi all’isolamento. Serve coraggio politico per colmare un divario che dura da troppo tempo e per consegnare finalmente ai cittadini una Maremma unita, moderna e connessa.”