Grosseto «L’agricoltura toscana è sotto attacco: l’intrusione salina nella pianura di Grosseto sta bruciando le nostre colture e rischia di compromettere in modo irreversibile la produttività dei terreni. È chiaro che siamo davanti a un’emergenza non più rinviabile. Il blocco delle concessioni all’agricoltura è del tutto inutile: non riduce i consumi e non affronta la vera emergenza. Gli agricoltori non possono essere trattati come colpevoli, quando sono le prime vittime del problema.
Come capolista del Movimento 5 Stelle a Grosseto propongo tre scelte concrete e immediate: 1. Realizzare bacini e acquedotti pubblici per l’agricoltura, per raccogliere l’acqua piovana e distribuirla in modo equo ed efficiente. 2. Prevedere contributi agli agricoltori che scelgono di lasciare a riposo i terreni per favorire la ricarica naturale delle falde: un sacrificio temporaneo che va sostenuto economicamente, perché l’acqua torni a scorrere sotto i nostri piedi. 3. Rivedere le concessioni per uso civile, che oggi consumano enormi quantità di acqua dalle falde a vantaggio di pochi privati. Nella zona costiera del Grossetano ci sono campi pozzi che drenano risorse preziose e aggravano il problema del cuneo salino: si intervenga qui, prendendo l’acqua dove non si fanno danni all’ambiente e all’agricoltura. Non bastano più promesse o progetti rimandati: senza infrastrutture idriche moderne e senza una politica chiara sull’uso delle risorse idriche rischiamo l’abbandono dei terreni, la perdita di reddito per migliaia di famiglie e il collasso del nostro sistema agroalimentare. L’acqua è vita, è lavoro, è futuro: senza bacini, senza acquedotti pubblici e senza giustizia nell’uso delle risorse idriche, l’agricoltura toscana non ha prospettiva. Io mi impegno a portare questa battaglia al centro del programma del Movimento 5 Stelle, perché il tempo delle attese è finito», conclude Giacomelli.