Grosseto: "L'agricoltura è il settore primario ed il motore dell'economia regionale e gli agricoltori e gli allevatori debbono poter svolgere il proprio lavoro con dignità - afferma Guendalina Amati, candidata al consiglio regionale della Toscana per Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Grosseto - non può esserci dignità per chi vi opera se i profitti del duro lavoro sono quasi inesistenti, se ogni anno abbiamo una perdita delle colture tradizionali e soprattutto se centinaia di aziende dedite all'allevamento e non solo sono costrette a chiudere!".
"Da anni gli imprenditori agricoli - spiega Amati- sentono parlare di incentivi e di progetti a loro favore, purtroppo però poi si vanno a scontrare con gli iter procedurali per accedervi, trovandosi di fronte ad una burocrazia imperante che nel corso del tempo è aumentata, causando difficoltà enormi e perdita di tempo prezioso".
"Ho interloquito spesso con gli imprenditori agricoli - prosegue - non solo in campagna elettorale essendo consigliere comunale dal 2014, e in questi anni ho visto crescere le difficoltà di coloro che rendono la nostra provincia famosa per i loro prodotti. Ho sentito dalle loro voci il grido di allarme, il disagio, lo scoramento nel vedere la Regione Toscana sorda alle loro vicende imprenditoriali ed umane. E guardate non si tratta di lamentele fine a se stesse, ma di recriminazioni concrete e cogenti che se rimarranno inascoltate porteranno ad una crisi vera e propria del settore nella nostra provincia".
"Gli obiettivi necessari ed imprescindibili - dice Amati - per dare un aiuto concreto agli imprenditori da parte della Regione Toscana sono: il reddito garantito alle aziende, non certo il reddito di cittadinanza voluto da Giani e dal M5S; la formulazione di progetti accessibili a chi veramente fa attività e non speculazione; l'utilizzo di attività connesse per aumentare e diversificare il reddito aziendale; la sburocratizzazione; il completamento della filiera dalla produzione alla vendita passando per la trasformazione; il rafforzamento della legge faunistico venatoria per abbattimento e contenimento della fauna selvatica e dei lupi-ibridi; il cambiamento radicale della legge Marzon, che equipara territori come i nostri, bassamente antropizzati, a quelli della piana fiorentina, ingessando completamente lo sviluppo delle aziende che vorrebbero ampliare o nascere".
"In tutti questi anni la regione Toscana - attacca Amati - guidata dalla sinistra e dal PD, cosa ha fatto per agricoltori e allevatori?Poco, se non niente! Eppure ad ogni campagna elettorale gli assessori del PD, questa volta a braccetto con AVS e M5S, tornano a raccontare le solite identiche cose, come avvenuto nel confronto pubblico con le associazionidi categoria, su cosa andrebbe fatto. Se certe cose devono ancora oggi essere compiute, come dichiarato dagli stessi esponenti del PD, e quest'ultimi sono quelli che siedono sugli scranni di maggioranza regionali, con cariche assessorili e consiliari da tempo immemore, perché ad oggi non le avete fatte e continuate a prometterle?".
"Basta con le promesse, basta con il politichese, servono concretezza e fatti, la Regione Toscana ed i suoi imprenditori agricoli meritano più delle promesse del PD. L'agricoltura merita rispetto, ascolto e soprattutto fattibilità nelle azioni e nei progetti, aumento dei profitti e non rimesse, minore perdita di tempo nelle pratiche burocratiche ed equità nell'assegnazione dei contributi", conclude Guendalina Amati.