Firenze: I Liberi Fiorentini e Liberi Toscani hanno accolto l’invito della propria famiglia politica, quella delle autonomie e dei civismi collegati nella rete OraToscana, a votare liberamente e consapevolmente, scegliendo le persone.
«Abbiamo deciso di appoggiare la lista dei “Noi MODERATI-CIVICI” - si legge nella nota -, perché in essa sono candidate persone amiche del civismo e delle autonomie da sempre. Lo stesso faranno i nostri amici antichi autonomisti moderati, orfani di quello che ha rappresentato l’antica Lega Toscana, prima della deriva centralista ed estremista. La lista MODERATI-CIVICI, trascinata da figure competenti e indipendenti come Andrea Ulmi, sarà la vera sorpresa di queste elezioni regionali. Basta con la polarizzazione al vetriolo! Tutti i cittadini sentono il bisogno di moderazione, concretezza, cooperazione fra parti politiche diverse. Qualità che Andrea Ulmi dimostrò di possedere quando votò per l’attuazione delle norme sul fine vita. Potremo contare su Ulmi e sugli altri candidati civici, quando si tratterà di promuovere l’autonomia delle persone e dei loro medici curanti, per liberarli dal tirannico verticismo del sistema sanitario regionale (Ulmi è fra i promotori del referendum consultivo contro le mega-ASL).
Lavoreremo con Ulmi sulla restituzione di risorse ai comuni e ai territori, perché i problemi ambientali e sociali devono essere affrontati secondo principi umani e cristiani di sussidiarietà, dalle autorità locali più vicine, quelle che sono a contatto diretto con coltivatori diretti, artigiani, piccoli negozi, comunità locali, famiglie, anziani, tutte le persone (e i loro animali – ricordiamo, per inciso, che è stata di questo civismo l’iniziativa della legge “Ulmi” sulla sepoltura degli animali di affezione insieme ai loro “umani”). Andrea Ulmi si è impegnato, come civico della lista MODERATI-CIVICI, a portare nel prossimo Parlamento toscano l’esigenza di più partecipazione e democrazia, a cominciare dalle correzioni necessarie alla legge elettorale toscana per far entrare in consiglio più voci, in rappresentanza di tutti i territori e di tutte le sensibilità politiche e culturali».