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Elezioni in Toscana: il punto di vista del Partito Comunista dei Lavoratori

Elezioni in Toscana: il punto di vista del Partito Comunista dei Lavoratori

Elezioni in Toscana: il punto di vista del Partito Comunista dei Lavoratori

Firenze: «ll governo Meloni - si legge nella nota del Partito Comunista dei Lavoratori, Coordinamento toscano - è il più reazionario della storia repubblicana e al tempo stesso il governo più stabile dell’Europa imperialista. Questa da la misura dell’arretramento del movimento operaio italiano per responsabilità delle sue direzioni: politiche e sindacali.

Il governo sul piano sociale ha cancellato il reddito di cittadinanza, ha tagliato la spesa sanitaria, ha liberalizzato appalti e subappalti, ha negato aumenti salariali nel pubblico impiego in un contesto che ha visto i salari perdere quasi il 10% di potere d’acquisto. Sul piano politico incoraggia i corpi repressivi dello stato, salva dalla galera i torturatori di migranti, vara l’ennesimo decreto sicurezza per controllare l’opposizione di massa, persegue un premierato bonapartista, copre lo stato coloniale sionista più di ogni altro governo europeo e infine partecipa al grande riarmo continentale mettendolo sul conto della classe lavoratrice.

In questo contesto si inseriscono le elezioni regionali in Toscana. A sfidarsi saranno dunque, Antonella Bundu (Toscana rossa), il presidente in carica Eugenio Giani (centrosinistra)Alessandro Tomasi (destra). Tre candidati, tre raggruppamenti e dieci liste. 

Il centrosinistra ripresenta Eugenio Giani come candidato presidente al suo secondo mandato sostenuto da Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, la lista “Casa Riformista” (con all’interno Italia Viva, Partito Socialista Italiano, Partito Repubblicano, +Europa e nomi civici) e il Movimento 5 Stelle.

La destra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e la lista civica “È ora! Tomasi Presidente”) presenta Alessandro Tomasi (FdI), attuale sindaco di Pistoia.

La terza candidata è Antonella Bundu appoggiata da Toscana Rossa (Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Possibile), nel quadro dei soggetti presenti alle elezioni è l'unica lista sganciata dai partiti di governo sia nazionale che regionale e da logiche lobbistiche e/o clientelari e di profitto.

Il Presidente Giani e la sua maggioranza si sono mossi in questi anni di governo della Regione seguendo la linea liberal borghese, rassicurando gli interessi consolidati e le lobby di riferimento, emblematica a tale proposito la politica sanitaria perseguita, con la destinazione di ingenti risorse finanziarie pubbliche alla sanità privata convenzionata per acquistare slot di prestazioni, seguendo le linee guida nazionali e le indicazioni del Ministero della Salute del Governo Meloni, in una Regione dove ancora, nel desolante panorama del servizio sanitario nazionale, esiste e resiste un servizio sanitario pubblico. In occasione di questa tornata elettorale il presidente Eugenio Giani è il garante della governabilità e di un modello in grado di attrarre un ampio spettro di forze politiche molto eterogenee che vanno dai renziani a quel che rimane dei 5 stelle a forze del tutto subordinate come Alleanza Verdi e Sinistra tutti uniti nel nome della governabilità e della continuità.

Riconosciamo dignità alla candidatura di Antonella Bundu da sempre una militante della sinistra, insieme alla quale ci siamo ritrovati in tante battaglie: per la GKN, per la Palestina solo per citarne un paio.

Dobbiamo essere estremamente critici rispetto alle forze politiche che la sostengono: Potere al Popolo è una formazione politica con una proiezione d’immagine “antagonista” dominata da un settarismo auto-centrato e da una  collocazione internazionale di tipo campista, Rifondazione Comunista è un partito in crisi profonda diviso a metà su due progetti alternativi in conflitto tra di loro ed al momento congelato sempre pronti a riacutizzarsi, la linea politica assunta da questo partito al recente congresso punta alla prospettiva di un rientro nel grembo del centrosinistra, un’area piuttosto affollata vista la presenza di AVS.

Per tutte le ragioni precedentemente annotate, come Partito Comunista dei Lavoratori, non essendo presenti a queste elezioni, a causa una legge elettorale toscana iniqua e discriminatoria verso le forze politiche come la nostra presente con forti sezioni solo in alcune aree territoriali della regione, diamo indicazione di voto critico alla lista Toscana Rossa e alla candidata presidente Antonella Bundu. 

La nostra proposta è la costruzione di un fronte unico di classe anticapitalista rivendicando l’indipendenza del movimento operaio e dei movimenti di lotta dalle forze della borghesia. 

Siamo consapevoli della mancanza di una rappresentanza politica autonoma della classe lavoratrice lascito dello scioglimento del PCI e della autodistruzione di Rifondazione Comunista. Questo vuoto di rappresentanza pone la questione del “partito del lavoro” autonomo e basato su di un programma anticapitalistico che possa rappresentare il punto di riferimento politico della classe lavoratrice.

A tutt’oggi Il Partito Comunista dei Lavoratori è la sola forza politica che si pone in questa prospettiva».


Elezioni in Toscana: il punto di vista del Partito Comunista dei Lavoratori /media/images/Partito-Comunista-dei-Lavoratori-bandiera-68e8bfbad2619.jpg Elezioni in Toscana: il punto di vista del Partito Comunista dei Lavoratori Firenze, Fri, 10 Oct 2025 17:00:00 GMT Elezioni in Toscana: il punto di vista del Partito Comunista dei Lavoratori Maremma News 845 it /media/images/thumbs/x600-Partito-Comunista-dei-Lavoratori-bandiera-68e8bfbad2619.jpg PT4M Politica