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«Il lavoro del futuro? Servono competenze: le macchine non sostituiranno mai l'uomo»

A Confindustria la tavola rotonda sull'impresa intelligente: le nuove tendenze delle soft skill.Grosseto: Il rapporto tra l'automazione tecnologica e il lavoro non è una sfida che vedrà inevitabilmente soccombere l'uomo. Anzi, le competenze umane saranno sempre più decisive: per questo la formazione continua è decisiva. Anche nella provincia di Grosseto, territorio che ha accettato la sfida di restare al passo con i tempi con tanti progetti digitali.

«Il lavoro del futuro? Servono competenze: le macchine non sostituiranno mai l'uomo»

A Confindustria la tavola rotonda sull'impresa intelligente: le nuove tendenze delle soft skill.Grosseto: Il rapporto tra l'automazione tecnologica e il lavoro non è una sfida che vedrà inevitabilmente soccombere l'uomo. Anzi, le competenze umane saranno sempre più decisive: per questo la formazione continua è decisiva. Anche nella provincia di Grosseto, territorio che ha accettato la sfida di restare al passo con i tempi con tanti progetti digitali.

Se ne è parlato nella sede della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud, nella tavola rotonda “Costruire l'impresa intelligente – Tecnologia e competenze: un binomio per l'impresa 4.0”.

«Viviamo – ha premesso Giovanni Mascagni, responsabile della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud – in una fase incerta tra automazione e lavoro: le persone sono spaventate dall'evoluzione tecnologica, e c'è chi si pone in un'ottica di chiusura. Le imprese stanno modificando il loro sistema produttivo, seguendo gli scenari che negli ultimi anni hanno rivoluzionato il mercato. Dobbiamo giocare la partita, accettare la sfida del cambiamento e dell'innovazione tecnologica. Per noi alla base ci sono proprio le competenze. Vogliamo capire qual è l'impatto dell'innovazione tecnologica nel mondo del lavoro, cos'è richiesto ai giovani, futuri lavoratori».

Domande alle quali ha provato a rispondere Silvia Fareri, data scientist al Gate Centre di Pisa: «L'impatto dell'industria 4.0 – ha detto – è trasversale. Riguarda tutte le generazioni e tutte le competenze. Lo dimostrano i nuovi corsi universitari di specializzazione e gli aggiornamenti continui delle professioni attuali. Basti pensare che il 65% dei bambini nati oggi farà un lavoro che non esiste e l'automazione porterà la necessità di adattare le proprie skill. Ma non dobbiamo averne paura. Puntiamo sulla resilienza: a livello professionale è la capacità di adattarsi a un cambiamento. Dialettica, empatia e problem solving sono skills rilevanti: non possono essere replicate e codificate da una macchina e possono essere allenate. I corsi di laurea si stanno muovendo proprio in questa direzione. Il lavoro è sempre cambiato e sempre cambierà, e le macchine avranno sempre bisogno dell'uomo».

Il ruolo di Confindustria, tramite l'agenzia formativa Assoservizi, è di promuovere iniziative dedicate alla formazione continua: «Non possiamo più basarci su conoscenze immutabili per tutta l'esistenza – ha detto Sabrina Nosso, coordinatrice di Assoservizi – ma puntare su competenze che si evolvono. E non si apprende solo nei luoghi classici della formazione, come scuola e università, ma anche sul proprio luogo di lavoro. I nostri progetti si pongono a fianco delle scuole: credismo con l'alleanza con tutti gli istituti del nostro territorio».

L'ultimo della serie è  il corso Ifts a frequenza gratuita “Smart manufacturing developer 4.0 – Tecnico della progettazione, sviluppo, testing e manutenzione del software” realizzato da Assoservizi e finanziato dalla Regione Toscana. In Toscana, e in Maremma, non si parte certo da zero. «All'interno dei territori nei quali operiamo  – ha detto Claudio Benassi, responsabile dell’area tecnica per Assoservizi – si registra un'assoluta vitalità in merito alle tecnologie digitali delle imprese. Noi contribuiamo collaborando alla realizzazione dei progetti. E la risorsa umana è sempre centrale: quando si acquistano macchinari, infatti, la formazione è cruciale».

Gualtiero Fantoni, docente associato al dipartimento di Ingegneria civile e industriale all’Università di Pisa e coautore del libro “Costruire l'impresa intelligente” ha ripercorso le tappe dell'evoluzione e raggiunto le conclusioni: «Si definisce Industria 4.0 un sistema per gestire macchine e persone in maniera integrata. Da un computer è possibile capire in ogni istante cosa fa un'impresa e perché lo fa. È una nuova modalità di gestire il lavoro e si pone come la quarta delle rivoluzioni industriali: il dal vapore alla catena di montaggio, dall'elettronica e i robot, fino alle macchine interconnesse. Questo schema però dimentica una grande rivoluzione: internet. E senza internet l'Industria 4.0 non vale. Il futuro? Tra le tendenze ci sarà sicuramente quella di fare impresa green, in modo sostenibile. E le persone saranno sempre centrali: alla base c'è il progetto. Non bisogna avere paura di niente, soprattutto della tecnologia, perché ci sarà sempre qualcun altro che non ce l'ha. Occorre necessariamente adeguarsi al cambiamento».


«Il lavoro del futuro? Servono competenze: le macchine non sostituiranno mai l'uomo» /themes/images/no-cover-600p.jpg A Confindustria la tavola rotonda sull'impresa intelligente: le nuove tendenze delle soft skill.Grosseto: Il rapporto tra l'automazione tecnologica e il lavoro non è una sfida che vedrà inevitabilmente soccombere l'uomo. Anzi, le competenze umane saranno sempre più decisive: per questo la formazione continua è decisiva. Anche nella provincia di Grosseto, territorio che ha accettato la sfida di restare al passo con i tempi con tanti progetti digitali. «Il lavoro del futuro? Servono competenze: le macchine non sostituiranno mai l'uomo» Maremma News 588 it /themes/images/no-cover-600p.jpg PT3M economia & lavoro