Mirella Pastorelli: “La misura adesso è davvero colma” Grosseto: “Si i registra l’ennesimo attacco da parte dei predatori, che lo scorso 22 aprile hanno nuovamente colpito l’azienda di Fernando Tizzi a Saturnia”, ad annunciarlo in una nota è Mirella Pastorelli, presidente del Comitato Pastori d’Italia.
“Quello subito dall’allevatore Fernando Tizzi, - prosegue Pastorelli - è l’ennesimo di una lunga serie. Questa volta ha farne le spese sono state due pecore e due agnelli”.
“Fernando, - commenta la presidente Pastorelli - è un ‘veterinario’ della pastorizia, che è molto deluso, dinanzi all’indifferenza totale della politica. Infatti, da tempo sta pensando di abbandonare il suo lavoro di allevatore”.
“Io l’ho sentito, - dice Mirella Pastorelli – e con il nodo alla gola, mi ha pronunciato queste poche, ma incisive parole che riporto: “la disattenzione di tutti coloro che hanno il dovere di tutelare il lavoro altrui ha decretato la fine della pastorizia, emblema non solo della Maremma bensì dell’intera Italia”.
La Presidente del comitato pastori d’Italia conosce benissimo il dramma che ogni giorno subisce chi porta avanti un lavoro e poi lo vede in un attimo distrutto dai predatori.
“E un mondo, - spiega Pastorelli - che ha sempre caratterizzato l’allevamento, per produrre un Made in Italy che fa la differenza. Un settore che anche durante il periodo del lockdown non si è mai fermato per garantire le prime necessità”.
“Pertanto, - prosegue - è doveroso che le Istituzioni attuino soluzioni concrete, senza ogni volta considerare prioritarie le ideologie dei salottieri che nulla conoscono del mondo dell’allevamento”.
“Rivolgo un forte appello all’assessore regionale, Stefania Saccardi, affinchè sproni il governo centrale, e valuti i veri dati dei danni, che purtroppo sono in crescita in modo smisurato, nonostante molti, che si rassegnano a non denunciare gli attacchi subiti”. “Se il governo centrale pensa di risolvere il problema con le briciole di indennizzi inefficaci, la soluzione non arriverà mai. Pertanto, la soluzione da intraprendere, come da tempo che ripetiamo, è quella dell’abbattimento degli ibridi, in modo da tutelare non solo i pascoli ma anche il lupo in purezza”, conclude Mirella Pastorelli.