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Conti deposito vincolati o non vincolati: scegliere in base alle esigenze

Una delle forme di risparmio più interessanti e privilegiate dagli italiani è sicuramente il conto deposito (talvolta denominato “deposito a risparmio”). Vediamo cosa scegliere in base alle esigenze

Conti deposito vincolati o non vincolati: scegliere in base alle esigenze

Una delle forme di risparmio più interessanti e privilegiate dagli italiani è sicuramente il conto deposito (talvolta denominato “deposito a risparmio”). Tecnicamente si tratta di uno strumento di risparmio e investimento caratterizzato da un’estrema facilità di gestione. Rispetto ad altre forme di risparmio/investimento non richiede un’approfondita conoscenza in materia di finanza trattandosi di un prodotto sicuro che offre un rendimento in interessi più o meno elevato principalmente in base all’importo delle somme depositate, ma non solo.

Un conto deposito non va confuso con il conto corrente, un tipo di conto bancario che ha caratteristiche e finalità diverse.

Quali sono le caratteristiche principali di un conto deposito?

Un conto deposito è un prodotto bancario che, come accennato, ha finalità di risparmio/investimento; può essere aperto in modo tradizionale (ovvero recandosi presso la filiale di una banca) oppure online, una modalità sicuramente più pratica, comoda e rapida considerando le possibilità tecnologiche attuali che ci consentono connessioni Internet molto veloci. Per essere titolari di un conto deposito è necessario essere maggiorenni (non può essere intestato a un minorenne) e avere la residenza italiana.

L’operatività di un conto deposito è diversa da quella di un conto corrente; sul primo, di fatto, si possono effettuare soltanto versamenti e prelievi e necessita di almeno un conto corrente di appoggio. Un conto deposito non può mai essere a saldo negativo; non si può quindi mai, in nessuna circostanza, effettuare un prelievo che sia maggiore della somma depositata. Questo è concesso soltanto sui conti correnti con fido.

I conti deposito sono conti “zero spese”; infatti non sono di norma richieste spese per la sua apertura o per la sua chiusura; non vengono nemmeno richieste spese di gestione conto. Si deve però per legge corrispondere un’imposta di bollo del 2 per mille; tale imposta è calcolata sulla giacenza presente sul conto in una determinata data.

Sulle somme depositate vengono calcolati gli interessi attivi che vengono pagati trimestralmente (il criterio è quello della capitalizzazione composta). Sugli interessi attivi viene calcolata una ritenuta fiscale del 26%.


Conto deposito libero e conto deposito vincolato

Fondamentale è la distinzione fra conto deposito libero (non vincolato) e conto deposito vincolato.

Sul primo le somme giacenti sono disponibili in qualsiasi momento; è quindi uno strumento piuttosto flessibile dal quale è possibile prelevare denaro qualora se ne ravvisi la necessità.

Il conto deposito vincolato, invece, prevede che le somme depositate non possano essere svincolate – se non dietro il pagamento di un penale (o a fronte di una riduzione del tasso d’interesse) – fino alla scadenza concordata con l’istituto bancario. La scadenza del vincolo può essere più o meno lunga a seconda dei vari prodotti offerti dalle banche (di norma si va dai tre mesi ai 5 anni).

Il conto di deposito vincolato è, chiaramente, un prodotto meno flessibile rispetto a quello libero; d’altro canto, offre tassi di interessi attivi più elevati proprio perché il cliente si impegna a “congelare” le somme versate per un periodo di tempo più o meno lungo. I tassi di interesse corrisposti sono tanto alti quanto maggiore è il vincolo temporale scelto. A seconda dei casi, il tasso di interesse di un conto deposito vincolato può essere anche doppio rispetto a quello di un conto deposito libero.

Conto deposito libero o vincolato? La scelta dipende soltanto dalle esigenze personali

Non si può stabilire genericamente se sia meglio scegliere un conto deposito libero oppure uno vincolato; la scelta tra le due possibilità, infatti, è legata alle specifiche esigenze personali. Chi ritiene, con un buon grado di sicurezza, che una parte dei propri risparmi non gli sarà necessaria per un periodo di tempo più o meno lungo (1, 2, 3, 5 anni ecc.) avrebbe più convenienza optando per la formula vincolata che gli garantirebbe sicuramente un rendimento più elevato; chi, invece, ha esigenze personali diverse e necessità di una maggiore libertà di accesso ai propri risparmi dovrebbe orientarsi sul conto deposito libero, sicuramente più flessibile e che comunque garantirebbe un tasso di interesse superiore rispetto a quello offerto dai conti correnti che ormai è praticamente nullo. 

Conti deposito vincolati o non vincolati: scegliere in base alle esigenze /media/images/euro-soldi-contanti-1.jpg Una delle forme di risparmio più interessanti e privilegiate dagli italiani è sicuramente il conto deposito (talvolta denominato “deposito a risparmio”). Vediamo cosa scegliere in base alle esigenze Conti deposito vincolati o non vincolati: scegliere in base alle esigenze Maremma News 758 it /media/images/thumbs/x600-euro-soldi-contanti-1.jpg PT4M Finanza