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Latte crudo, Confagricoltura Toscana: “Le nuove linee guida del Ministero rischiano di uccidere le realtà di montagna”

Latte crudo, Confagricoltura Toscana: “Le nuove linee guida del Ministero rischiano di uccidere le realtà di montagna”

Latte crudo, Confagricoltura Toscana: “Le nuove linee guida del Ministero rischiano di uccidere le realtà di montagna”

Il presidente Neri: “Si colpiscono le aziende familiari che tengono vivi territori marginali”.

Saba (sezione ovicaprini): “Anche la Toscana, come tutto il resto d’Italia, verrà fortemente penalizzata. Serve una distinzione tra industria e piccole produzioni artigianali”

Firenze: “La pastorizia di montagna e le piccole produzioni di latte crudo non sono un patrimonio industriale, ma una parte viva e insostituibile dell’agricoltura toscana. Le direttive del Ministero, così come sono oggi, rischiano di cancellare queste realtà”.

A dirlo è Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana, commentando le nuove linee guida del Ministero della Salute per la filiera lattiero-casearia, che riguardano da vicino anche molte aree della regione.

“In Toscana – prosegue Neri – il latte crudo è ancora oggi prodotto da piccole aziende a conduzione familiare, spesso situate in aree marginali dove non esistono alternative economiche. Invece di sostenere queste realtà, che rappresentano un presidio ambientale, sociale e culturale, si rischia di metterle fuori gioco con norme estremamente gravose e da applicare senza alcuna distinzione dal micro produttore alla grande industria”.

Le nuove disposizioni arrivano in un momento già particolarmente difficile per il settore ovicaprino, colpito recentemente anche dalla Blue Tongue, o febbre catarrale degli ovini, una malattia che ha aggravato la situazione sanitaria e produttiva in diverse aziende zootecniche toscane.

A denunciare con forza la situazione è anche Angela Saba, produttrice e presidente della sezione ovicaprini di Confagricoltura Toscana.

“Le nuove norme, sommate alle difficoltà già causate dalla Blue Tongue mettono a rischio chi lavora ogni giorno per portare avanti una tradizione – spiega Saba -. La coesistenza tra industria e artigianato è possibile, ma servono regole diverse: non si può equiparare una grande centrale del latte ad un pastore che fa formaggio crudo in montagna”.

“In Toscana - continua Saba - i controlli sulla filiera sono già precisi e mirati. Proprio per questo non c’è alcun bisogno di imporre vincoli che stravolgono l’equilibrio esistente. Qui possiamo stare tranquilli grazie ad un sistema già collaudato e attento”.

“Come Confagricoltura Toscana - concludono Neri e Saba - ribadiamo il nostro sostegno ai piccoli produttori, soprattutto nelle aree interne e svantaggiate, e chiediamo che le linee guida ministeriali vengano riviste con un approccio differenziato, che tenga conto della realtà e delle esigenze di chi lavora ogni giorno per custodire la qualità, la biodiversità e l’identità della produzione agroalimentare toscana”.

Latte crudo, Confagricoltura Toscana: “Le nuove linee guida del Ministero rischiano di uccidere le realtà di montagna” /media/images/WhatsApp-Image-2024-12-16-at-19-42-24.jpg Latte crudo, Confagricoltura Toscana: “Le nuove linee guida del Ministero rischiano di uccidere le realtà di montagna” Firenze, Thu, 24 Jul 2025 18:03:00 GMT Latte crudo, Confagricoltura Toscana: “Le nuove linee guida del Ministero rischiano di uccidere le realtà di montagna” Maremma News 434 it /media/images/thumbs/x600-WhatsApp-Image-2024-12-16-at-19-42-24.jpg PT2M Finanza