Patto Via Cavour: Coldiretti Toscana avanza con la legge omnibus agricoltura per riordino settore e lavoro etico

La presidente Cesani: “prezzo al consumatore trasparente come bollette. Cosi si difende valore e lavoro”.

Firenze: Settantuno giorni dopo la grande manifestazione di via Cavour, gli agricoltori della Toscana di Coldiretti iniziano a raccogliere i primi frutti. Era il 25 febbraio quando oltre 3 mila imprenditori agricoli arrivati da ogni angolo della regione — cerealicoltori, allevatori, orticoltori, viticoltori, olivicoltori, apicoltori e pescatori — si presentarono sotto la sede della Regione Toscana con cartelli, slogan ed aspettative.

Un presidio per chiedere impegno, risposte, semplificazione e risorse per risollevare le filiere in difficoltà, sostenere il ricambio generazionale e salvaguardare il futuro delle aree interne. “100 giorni per dare risposte all’agricoltura”: questo il messaggio forte rilanciato dalla piazza. Dodici i punti al centro del manifesto: dal taglio della burocrazia ai tavoli di filiera, dalla gestione della fauna selvatica al recupero degli invasi, dalla difesa del suolo dal fotovoltaico a terra al potenziamento del servizio fitosanitario, fino ai sostegni per le polizze agevolate contro le calamità e all’impegno su temi chiave come lavoro e tracciabilità della filiera.

Sul palco salirono, per impegnarsi con il popolo di Coldiretti, la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras, il sottosegretario Bernard Dika e la consigliera di opposizione Chiara La Porta. Una presenza che aveva sottolineato un’inedita sinergia bipartisan a sostegno del settore. Nasce così “il Patto di via Cavour”.

A poche settimane dalla scadenza di quell’ultimatum, quel patto di parole e promesse si è tradotto in una proposta legislativa concreta di riordino complessivo del settore agricolo. Una legge quadro, definita “omnibus” dall’assessore all’agricoltura Leonardo Marras, che punta a dare risposte alle istanze raccolte da Coldiretti durante mesi di incontri territoriali. Marras, insieme all’assessore al lavoro Alberto Lenzi, è stato invitato al nuovo mercato di Porta San Frediano per illustrare in anteprima la riforma. L’incontro è stato coordinato dal direttore regionale Angelo Corsetti.

“La bozza della legge di riordino che la Regione ha predisposto, ascoltando le richieste della nostra piazza, apre una fase nuova. Oggi, qui al nostro mercato, tocchiamo con mano l’impegno della Regione nel trovare percorsi e risposte concrete ad un settore che da anni attraversa una fase molto complicata. È una proposta che contribuiremo a migliorare con le osservazioni che abbiamo già consegnato all’assessore Marras e al suo staff. Seguiremo con attenzione il percorso di questo dispositivo legislativo, auspicando che possa essere approvato nei tempi previsti” ha spiegato la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani (foto cover). Il tema della semplificazione, che tiene in ostaggio le imprese costrette a dedicare fino a 100 giorni l’anno alla burocrazia, è per noi centrale. Così come lo sono i sostegni alle filiere strategiche in crisi — vino, latte, cereali, florovivaismo e ortaggi — insieme al riconoscimento del valore delle produzioni agricole all’interno di una filiera che, dal campo alla tavola, subisce troppe distorsioni. La chiarezza lungo la filiera deve diventare uno strumento per contrastare concorrenza sleale, lavoro irregolare e caporalato. Crediamo sia arrivato il momento di cambiare paradigma rendendo visibile il prezzo dei singoli passaggi, come avviene nelle bollette. Una etichetta digitale potrebbe permettere al consumatore di visualizzare la scomposizione del prezzo finale, evidenziando quanta parte resta alla produzione, quanta al lavoro e quanta alla distribuzione. Un sistema che aiuterebbe i cittadini a premiare le aziende realmente etiche”.

Inserito tra le dodici priorità del manifesto di Coldiretti, il tema del lavoro e della carenza di manodopera — punti chiave anche della legge omnibus — è stato al centro del confronto con l’assessore Lenzi.“La nostra storia dimostra l’impegno nella lotta al caporalato, all’illegalità e alla concorrenza sleale nelle campagne. Ma oggi la sfida non è più soltanto reprimere l’illecito: serve costruire un ecosistema che renda la legalità la scelta più semplice, efficiente ed economicamente vantaggiosa per le imprese che rappresentano il volto pulito della nostra agricoltura” ha aggiunto Cesani. “Quello che proponiamo è un modello di filiera realmente etico, basato sul welfare agricolo, che premi — anche con incentivi fiscali e semplificazioni — le aziende che investono in sicurezza, soluzioni abitative e trasporti per i propri lavoratori, favorendo così una vera integrazione. Riteniamo inoltre maturi i tempi per creare un Albo delle Cooperative e una Rete del Lavoro di Qualità che non siano semplici elenchi cartacei, ma una piattaforma digitale integrata basata su blockchain. La trasparenza della filiera deve diventare il nuovo strumento per garantire legalità, valore e concorrenza leale”.

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