Le gnacchere, strumento tradizionale maremmano, rappresentano una viva espressione culturale e musicale locale, tramandata attraverso generazioni e mantenuta viva da artisti come Marco Vergari.
Batignano: Le nacchere, in Maremma note localmente come gnacchere, rappresentano una tradizione musicale e culturale del nostro territorio ancora viva e profondamente radicata.
Ne parliamo con Marco Vergari (foto cover), maremmano doc che, oltre a essere una delle prime voci e controcanti del Coro degli Etruschi, suona le gnacchere. Marco nasce al podere Moscona e, sin da piccolo, ha avuto la fortuna di imparare a suonarle: “Mio zio Morbello”, racconta Marco, “le suonava”.
Marco racconta di essere cresciuto in una realtà contadina, dove le tradizioni si tramandavano a livello familiare e locale, in una Maremma in cui si respirava la gioia di vivere, cantare e suonare strumenti, perché tutto questo faceva parte della vita quotidiana.
Questo strumento, continua Marco Vergari, “è solitamente costruito in legno e si distingue per un uso specifico legato proprio alla tradizione contadina e alla musica popolare maremmana. Il suo utilizzo è confinato a suonatori locali, che mantengono viva la tecnica costruttiva e di esecuzione”.
Marco Vergari ricorda Ido Corti come un bravo suonatore di gnacchere; partecipò infatti alla celebre trasmissione La Corrida, condotta dal compianto Corrado Mantoni, vincendo proprio grazie alla sua esibizione con le gnacchere.
Vergari ricorda anche Carlino Penni, che definisce “il più grande suonatore di gnacchere che abbia conosciuto”.
Le gnacchere sono protagoniste durante il “Maggio itinerante” e le questue maremmane, accompagnando i canti tradizionali.
In Maremma, l’uso delle gnacchere si associa all’accompagnamento del poeta durante le esibizioni nei poderi o nei luoghi di incontro. Il legame con la percussione sembra antichissimo, con studi che ipotizzano l’utilizzo di strumenti simili già nella pittura etrusca.
Una cosa è certa: le gnacchere, in Maremma, continuano a battere il tempo della tradizione locale, costituendo una preziosa testimonianza sonora.
Un sentito grazie a Marco Vergari e a tutti coloro che mantengono vive le tradizioni nella nostra splendida Maremma.