Manciano: Quella di Pallini è la scelta giusta – è quanto dichiarato dalla segreteria del PCI della Federazione di Grosseto – per la quale le scuse dell’assessore non erano risultate sufficienti".
La segreteria del PCI aveva infatti una chiara presa di posizione di Pallini contro il fascismo perché il fascismo, come ben definiva Sandro Pertini “non è un opinione ma un crimine” e pertanto reato contro l’umanità e nel caso che questo non fosse avvenuto veniva invitato a prendersi le sue responsabilità, quindi dimettersi.
Per il PCI di Grosseto si chiude una vicenda ma si deve tenere alta l’attenzione perché sempre più frequenti si manifestano queste bravate che in alcuni casi vanno oltre i like o gli apprezzamenti sul web.
"Proprio nel giorno della Liberazione, - prosegue la nota della segreteria PCI Federazione di Grosseto - un leghista consigliere a Sarzana ha avuto il coraggio di postare su face book una frase che non lascia spazio ad altre interpretazioni: un cecchino chiamato a sparare contro coloro che osano intonare il canto partigiano.
Per la Federazione del PCI di Grosseto è ora che le istituzioni comincino ad intervenire con determinazione perché l’apologia al fascismo è reato e non si può giustificare sulla mancanza di cultura che contraddistingue sempre più spesso le figure che hanno incarichi istituzionali".
"Svegliamoci anche a Grosseto, - termina la nota segreteria PCI Federazione di Grosseto - perché qualora dovesse tornare a qualcuno la voglia di intitolare una via ad Almirante in nome della riconciliazione nazionale è bene ricordare che la riconciliazione nazionale passa solo attraverso il riconoscimento delle lotte partigiane, del 25 aprile e dei principi Costituzionali che si basano sull’antifascismo e la soppressione di un’idea che non è tale ma è reato ed ha portato morte e distruzione in tutto il nostro Paese. Bene ha fatto quindi Pallini a rimettere il mandato e bene faranno tutti gli altri a dimettersi se credono di riesumare il fascismo che ha lasciato anche nella nostra provincia il segno della sua follia con l’eccidio degli 83 minatori della Niccioleta".