"Per acquedotto e rifiuti troppo spesso interviene la Magistratura. Questiservizi tornino totalmente alla gestione pubblica".Grosseto: "Da Benevento giunge la notizia di 33 indagati sull'inquinamento dei fiumi. Ma questa non è la questione - si legge nella nota del PCI Federazione di Grosseto - se tra questi non emergessero dall’articolo comparso su un quotidiano online di Benvento ( https://www.ottopagine.it ) nomi che si occupano della gestione anche per Acquedotto del Fiora.
Risultano infatti tra gli indagati Piero Ferrari, 55 anni, di Roma – attuale amministratore delegato di Acquedotto del Fiora e Isidoro Fucci, 49 anni, di Benevento – responsabile degli appalti.
Il gip Loredana Camerlengo ha respinto la richiesta di misure cautelari - arresti domiciliari e divieto di dimora – per sette indagati, ritenendo "non raggiunta la soglia minima necessaria per l'applicazione delle misure in relazione al pericolo di reiterazione del reato, o per l'insussistenza di gravi ed univoci indizi di colpevolezza", e quella relativa al sequestro di un laboratorio di analisi.
La Procura della Repubblica di Benevento procede per i reati di inquinamento ambientale, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata, gestione illecita di rifiuti, scarichi di acque reflue senza autorizzazione, abuso d’ufficio e falsità ideologico, ipotizzati, nella fase delle indagini a vario titolo, nei confronti dei soggetti gestori dei depuratori posti sotto sequestro, di pubblici amministratori e tecnici comunali che hanno rilasciato illegittime autorizzazioni agli scarichi, di gestori di laboratori privati incaricati di effettuare le analisi sulle acque oggetto di deputazione, di pubblici ufficiali incaricati di effettuare attività ispettive sul funzionamento dei depuratori gestiti nella provincia di Benevento dalla società Ge.se.sa.
Le indagini, secondo la procura, allo stato e salvo ulteriori acquisizioni nel prosieguo delle attività, hanno consentito di riscontrare una presenza diffusa e massiva di scarichi diretti dalle fogne dei Comuni di Benevento città e della Provincia nei fiumi Calore e Sabato dovuta, in alcuni casi all’assenza di depuratori, con immissione di reflui inquinanti direttamente nei corsi d’acqua, in altri al non corretto funzionamento dei depuratori esistenti.
Sulla vicenda il PCI ritiene che questo dimostri ancora una volta che i carrozzoni per la gestione di servizi pubblici come rifiuti, acquedotto dimostrino i loro limiti nell’efficacia e nell’efficienza e sia dal punto di vista dei benefici per le comunità locali, mentre ai cittadini rimane solo da lamentarsi e pagare bollette sempre maggiori senza percepire miglioramenti.
Inoltre, come si è verificato nel recente passato proprio per questi servizi, sono sempre più frequenti le situazioni per e portano a far emergere situazioni per le quali la magistratura è costretta ad intervenire per l’emergere di aspetti oscuri sulla gestione degli apparati pubblici pagati dai contribuenti.
Il PCI ritiene inoltre che la gestione di servizi pubblici importanti come rifiuti e acquedotto non possano essere allontanate dalle istituzioni locali e affidate ad enormi apparati burocratici dove spesso si annidano intrecci preoccupanti. Riteniamo - conclude la nota - che queste gestioni debbano essere riviste e calibrate nelle nostre realtà a diretto contatto e controllo delle amministrazioni locali che possano dare ai cittadini maggiore qualità dei servizi, una migliore gestione e rapporto con i cittadini e allontanino appetiti che spesso si trasformano in elementi che portano la magistratura ad aprire indagini".