Grosseto: "Dopo la didattica a distanza (DAD) sta per partire la medicina a distanza - si legge nella nota a firma di Gabriele Porri, Rosalba Fanciulli, Daniele Gasperi, Luciano Fedeli per le Segreterie territoriali e Federazione Provinciale PCI di Grosseto -, ultimo passo verso il fai da te. Per il momento potrebbe sembrare una battuta satirica di dubbio gusto ma potrebbe invece diventare realtà.
Nell’ultima ordinanza della Regione Toscana viene infatti stabilita l’interruzione del servizio di guardia medica dalle ore 0:00 alle ore 8:00 per consentire l’utilizzo dei medici per l’effettuazione di quei tamponi rapidi che, tra l’altro, per numerosi esperti hanno una relativa attendibilità.
Si tenta così di regolamentare patologie e disagi imponendo a questi di non emergere nelle ore notturne.
E se un cittadino ha un qualsiasi bisogno durante queste ore c’è, in prima battuta, la telefonata al 118 con la quale, secondo i consigli dell’operatore, si cercherà di arginare il male irrispettoso del divieto imposto.
Qualora poi la situazione non fosse risolvibile o presentasse caratteristiche dubbie, partirà un’ambulanza e arriverà a domicilio dell’utente.
Ricordiamoci che il servizio del 118 in tutte le sue figure che vanno dai medici, paramedici e volontari è, nella concreta testimonianza dei protagonisti, allo stremo e così sarà caricato di ulteriori funzioni e compiti per sopperire a quelle mancanze per le quali in questi mesi nessuno ha sopperito.
Ricordiamo anche tutti e bene le promesse per il rafforzamento della sanità a tutti i livelli: ospedaliero e territoriale in previsione, anzi nella certezza, che sarebbe arrivata la seconda ondata e guardiamo che cosa è stato fatto nonostante le non poche risorse messe a disposizione del governo rimaste in parte non utilizzate.
In questo caso si parla di medicina territoriale quella che ai quattro venti doveva essere potenziata a prescindere dal covid, per tutte le patologie, quella che doveva essere la diga per arginare quello che tutti sapevano, ossia l’arrivo di una nuova e peggiore diffusione del virus.
Qualcuno invece a preferito passare l’estate come le cicale, cantando al caldo facili promesse e pensando che la cattiva stagione non arrivasse più, tutto fosse passato, il virus vinto. Invece non è andata così, anzi siamo di fronte ad una situazione drammatica nella quale si prospetta come terapia un altro taglio, nella realtà da tempo programmato, quello della continuità assistenziale che il coronavirus forse oggi consente di fare, coprendosi dietro l’emergenza.
Ancora una volta non facciamo un passo in avanti ma arretriamo rispetto alle parole.
Ancora una volta a spendersi e a combattere contro il dilagarsi del virus saranno i sanitari e i volontari.
E ai cittadini e al resto delle patologie o disturbi, nelle ore notturne, non resta che collaborare provando a fermarsi almeno in quelle fatidiche 8 ore. In definitiva è un piccolo sacrificio che si può fare per vedere che tutto vada bene o perlomeno per illuderci che tutto stia andando bene".