Massa Marittima: "Dire che è una vergogna è dir poco". Così commentano Fiorenzo Borelli e Luciano Fedeli in merito a quanto è accaduto ai familiari di un residente che hanno dovuto sostare ben 4 ore fuori dal pronto soccorso dell’ospedale in attesa con codici di urgenza con gravità minori.
"È una situazione - dicono - che da quando è scoppiata la pandemia avviene regolarmente a chi si presenta per bisogno di cure.
Scriveremo alla ASL e alla Regione per avere non soltanto spiegazioni e tanto meno giustificazioni ma per sollecitare interventi che diano risposte e creino quelle condizioni indispensabili per accogliere dignitosamente chi si presenta al Pronto Soccorso.
È scandaloso che dopo un anno non siano stati messi a punto interventi che abbiano consentito la creazione di spazi idonei per accogliere cittadini.
Era inverno e gli utenti venivano “parcheggiati” nella tenda triage esposta alle intemperie, ora stiamo andando verso la bella stagione e gli utenti potranno godersi sole e temperature elevate o i meravigliosi cieli stellati all’esterno sempre del presidio sanitario.
A questo si aggiunga la mancanza di servizi igienici per cui chi è sottoposto a lunghe attesa si vede costretto, per bisogni fisiologici, a recarsi nella vicina macchia adiacente all’ospedale perché altro non c’è.
E pensare che proprio due giorni fa veniva messa in evidenza, in Regione Toscana da parte di alcuni consiglieri di maggioranza, come il pronto soccorso doveva essere il cuore dell’ospedale.
Certamente un cuore privato di servizi di accoglienza primari, come sale di attesa e servizi igienici, e di servizi collegati alle patologie come la diagnostica e specialisti medici come chirurghi e cardiologi rischia di far morire l’intero presidio.
I cittadini sanno bene questo perché lo vivono direttamente e sanno anche che sempre più si scarica tutto sul volontariato facendo viaggiare ambulanze e volontari che compiono migliaia di chilometri settimanalmente per trasportare pazienti negli altri ospedali dove sono disponibili specialisti per approfondimenti e indagini.
Scriveremo quindi per capire quanto questa situazione dovrà andare avanti e non cederemo nella battaglia intrapresa a difesa del nostro ospedale e dei servizi sanitari che stanno alla base per rendere vivibile e appetibile una comunità, quella comunità che deve contrastare e impedire questa lenta e inesorabile deriva alla quale da tempo ormai siamo costretti ad assistere".