Massa Marittima: «Ufficialmente l’amministrazione ha fatto un “lavoro pulito” - si legge nella nota della Segreteria PCI Colline Metallifere - perché ha emesso un bando con la quale tutti potevano partecipare evitando l’imbarazzo del confronto in consiglio e il coinvolgimento dell’assemblea comunale che ne è rimasta esclusa.
Nessun confronto su quelli che potevano essere i requisiti di accesso degli aspiranti. Ha fatto tutto il sindaco con atti da imperatore più che da amministratore.
Nella realtà è stato imposto uno stop al rinnovo del CdA perché prima doveva essere compiuto quel lavoro che ha portato all’esternalizzazione dei servizi di altri due nuclei e questo lo ha fatto fare a un suo dipendente, responsabile dei servizi finanziari, che ha obbedito agli ordini dati e compiuto il suo lavoro.
Già la sua nomina lascia perplessi perché se il comune deve svolgere azione di vigilanza e controllo dell’istituto, così è diventato il diretto esecutore che ha controllato se stesso e figuriamoci se può avere fallito, anzi con l’intervento di Giani, Giuntini e company, si sono autocelebrati rivendicando anche quella riduzione dell’affitto che poteva essere fatta già da almeno due anni perché richiesta da Brenci e dal suo CdA che è stato costretto a dimettersi per non dire che è stato estromesso dal governo e non ascoltato.
Ed ora si va al Consiglio Comunale con un’altra pappina preconfezionata dove arrivano ben 8 candidature per il CdA spinte a presentare domanda perché i giochi sono fatti e nulla verrà chiesto ai consiglieri per andare a valutare, selezionare, esprimersi sulle candidature perché farà tutto il capo dell’amministrazione.
Indiscrezioni ma vedremo quanto tali, parlano di esponenti del PD come Piccinelli Gino e di altre figure come Cillerai Beatrice, Nerelli Dilvio e Gistri Doriano conosciute in ambito locale.
Una bella rosa dalla quale sboccia il nome anche della responsabile dell’ufficio ragioneria, l’ex commissaria, Francesca Mucci, voluta dal Sindaco che evidentemente si è trovata bene in quel ruolo e si vuole lanciare stabilmente e soprattutto contribuire a chiudere non solo la partita ma serrare le porte di qualsiasi interferenza, dando serenità all’amministrazione.
Quella della Mucci però non sembra una scelta gradita all’interno dello stesso PD che, oltre ad avere manifestato un certo dissenso, non si è espresso a favore del suo inserimento lasciando tutta la partita in mano al primo cittadino che evidentemente conta più degli organismi politici.
Sarà tutto normale? Mah nutriamo forti perplessità. È assurdo infatti che un ente che deve esercitare vigilanza e controllo e quindi non gestire, nomini un suo responsabile ai vertici del CdA ma forse ci dobbiamo abituare a queste forme stravaganti e creative.
Una forma che si avvicina all’autogestione come se ad uno studente venisse chiesto di correggere il proprio compito quando mai potrà dire di avere sbagliato e ci sta anche che gli errori, se ci fossero, non verranno mai scoperti essendo lui stesso controllore di se stesso».