Monte Argentario: «Negli ultimi giorni si è parlato spesso della Casa della Salute. Il Partito Democratico di Monte Argentario - si legge nella nota -, da sempre impegnato in prima linea nella tutela dei diritti e del benessere della persona, sposa in pieno il progetto. La Salute è un bene pubblico fondamentale per la qualità delle nostre vite, e noi riteniamo che i nostri cittadini abbiano il sacrosanto diritto di poter usufruire di un sistema sanitario territoriale efficiente.
Ad oggi, purtroppo, il poliambulatorio di Porto Santo Stefano non riesce ad offrire un servizio che soddisfi le esigenze dei residenti e dei molti turisti che di estate frequentano il territorio, costringendoli a spostarsi verso altri centri situati in comuni più o meno vicini.
Gli ambulatori, collocati al primo piano, risultano totalmente o parzialmente inaccessibili ad anziani e diversamente abili a causa della mancanza di rampe e ascensori. Le ridotte dimensioni della sala d’aspetto costringono spesso i pazienti a formare code fuori dai locali, esponendoli all’afa estiva e alle intemperie invernali. I locali sono inadatti: oltre ad essere maleodoranti per il fetore provocato da muffa e fognature, non esiste privacy al momento del ritiro o della prenotazione di esami. La medicheria, poi, non è dotata di finestre o di un sistema di areazione.
In questo frangente, a Monte Argentario si è presentata la preziosissima occasione di essere designato, assieme a soli altri cinque comuni della provincia di Grosseto, come destinatario di un investimento di 1 488 788 euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la realizzazione di una struttura che ha tutti i requisiti per poter rispondere alle esigenze sanitarie e sociosanitarie dei nostri cittadini.
La nuova Casa della Comunità hub Colline dell’Albegna sorgerà nei locali dell’ex ospizio di Viale Barellai, in una zona centralissima di Porto Santo Stefano e facilmente raggiungibile, e sarà dotata di rampe per disabili e ascensori per essere finalmente accessibile anche a chi presenta difficoltà motorie.
Al suo interno saranno forniti tutti i servizi sanitari di base: il Medico di Medicina Generale e i Pediatri di Libera lavoreranno in équipe, in collaborazione con gli infermieri di famiglia, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari, sarà possibile effettuare esami specialistici. La figura chiave della Casa della Comunità sarà proprio l’infermiere di famiglia, che, grazie alle sue conoscenze e competenze specialistiche nel settore delle cure primarie e della sanità pubblica, diventerà il professionista responsabile dei processi infermieristici in famiglia e Comunità. Il personale sociale e amministrativo garantirà poi la presa in carico globale della persona, la continuità assistenziale ospedale-territorio e l'integrazione tra assistenza sanitaria e sociale.
Un finanziamento importante per un progetto rivoluzionario che apporterà, senza se e senza ma, potenziali benefici a tutta la Costa d’Argento, primo tra tutti il decongestionamento dei pronto soccorso, che potrebbero finalmente dedicarsi al loro specifico ruolo, quello della medicina d’urgenza.
Ci troviamo davanti a un’occasione storica, che entro il 2026 potrebbe cambiare il volto della sanità della Costa d’Argento: scellerato anche solo pensare di potervi rinunciare».