Tanti (Noi Moderati): "Infermiere di famiglia e di comunità: figura strategica per non far fallire la rivoluzione del Pnrr e per dare forza ad una risposta di salute di prossimità"
Arezzo: Lucia Tanti capolista di Noi Moderati nel collegio plurinominale di Arezzo, Siena, Grosseto, Livorno sta incontrando gli ordini professionali, le categorie economiche, sindacali e sociali della Toscana per un confronto di merito circa i temi più importanti per la nostra regione e per tutta Italia.
"La mia - dice Lucia Tanti - è una campagna elettorale di vicinato che mira a parlare direttamente con persone e categorie economiche: del resto sono prima di tutto un candidato-vicesindaco che ha nel proprio DNA politico un approccio concreto che si fonda sull'ascolto e sulla praticità. Ho pertanto incontrato Giovanni Grasso presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Arezzo e Coordinatore regionale, un ordine con il quale in questi anni proprio nella veste di assessore anche alle politiche sanitarie e di coesione sociale, ho sentito particolarmente vicino e con il quale ho costantemente collaborato in particolare durante gli anni difficilissimi dell'emergenza sanitaria nazionale.
Il Presidente Grasso mi ha consegnato il documento con le proposte strategiche che la Fnopi ha preparato. Tra le molte tematiche, sono emerse alcune priorità che fanno parte di un’agenda che posso considerare certamente condivisa: il riconoscimento della figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità quale professionista responsabile dei processi infermieristici in ambito famigliare e comunitario, per non disperdere le opportunità del Pnrr; la "liberalizzazione" della professione superando l'incomprensibile vincolo di "esclusività" peraltro senza maggiori riconoscimenti economici; l'inserimento nei LEA, cioè nei Livelli essenziali di assistenza, della branca specialistica assistenziale.
Ciò che è sotto gli occhi di tutti è la profonda evoluzione delle professioni infermieristiche che giocheranno un ruolo sempre più centrale nei prossimi anni ed in particolare nel necessario nuovo disegno di una risposta di salute che dovrà essere di prossimità, ma che proprio per questo impone una nuova alleanza tra tutte le professioni sanitarie in una relazione nuova fatta sempre più di collaborazione e di reciproco scambio di competenze. Il tutto in un quadro che deve espellere ogni richiamo ideologico aprendo definitivamente ad una collaborazione regolata e strutturale tra pubblico e privato”.