AUMENTANO LE PROTESTE: SANT'ANDREA SENZA ACCOGLIENZA. UN GAZEBO VE LO DIAMO NOI.
Massa Marittima: «Siamo ancora lì fuori al Pronto Soccorso di Massa, parcheggiati ad attendere notizie dei nostri cari e ormai sono anni che è così. Una sala d’aspetto no non si può avere - si legge nella nota di Massa Comune, Lega, PCI, Italia Viva, Azione, FDI - e chi si reca al pronto soccorso di Massa con un proprio parente è costretto o a tornare a casa o ad attendere ore fuori dal presidio.
Probabilmente non si parla della complessità del sistema sanitario, della sua crisi profonda dovuta alla mancanza di medici, infermieri e spesso attrezzature anche quelle minime per il servizio e non si fa neppure un processo a chi opera in prima linea in condizioni spesso difficoltose per darci risposte.
Il problema può sembrare banale ma non lo è perché dopo 3 anni dall’emergenza pandemia quella che poteva essere una cosa risolvibile in men che non si dica è ancora in attesa di soluzione o meglio in attesa che la ASLONA individui ambienti dove accogliere i familiari che accompagnano i propri cari al presidio di Massa.
Ed è bene ricordare quello che ci venne riposto dalla direzione: non è competenza dell’ASL occuparsi dell’accoglienza dei familiari, poi mossi da compassione sempre la grande organizzazione dell’ASL mise in opera un ridicolo gazebo che ha stazionato sino a poco tempo fa fuori dal pronto soccorso.
Eppure dentro all’ospedale ci sono ampi spazi dove potrebbe essere allestita una stanza per i parenti ma probabilmente non si può perché la portineria chiude dalla sera e sino alle 7 del giorno dopo non si entra dentro all’ospedale. I protocolli del risparmio impongono questo.
I cittadini protestano come possono, lo fanno sui social, scrivono ma tutti muti, sordi. Forse il problema per qualcuno non c’è, o meglio il problema è relativo a quei pochi che si accampano fuori alla meglio: sul muretto durante il giorno, in macchina la notte o decidono di fare staffetta tra casa e presidio ad ogni chiamata ed il peggio tocca, in quest’ultimo caso, a chi è residente in altri comuni.
Ci viene da pensare ed è un dubbio viene, tutto legittimo: se non si riesce a risolvere una banalità come questa, come si può avere fiducia e pensare che si possano risolvere gli altri e più gravi problemi che affliggono la sanità.
Si ritorna quindi a chiedere un intervento veloce, abbiate il coraggio di rispondere con un NO ma assumetevi la responsabilità di dire qualcosa cari dirigenti dell’ASL e i sindaci del territorio, partendo da quello di Massa Marittima, chiedano all’azienda di risolvere il problema e non stiano fermi a leggere la rabbia dei cittadini sui social, si muovano senza limitarsi alle solite frasi di circostanza.
Dal canto nostro possiamo offrirvi un gazebo di nostra proprietà, molto meglio di quello che c’era precedentemente, per supplire, sino a quando qualcuno non ci metterà le mani in modo concreto e definitivo, ad accogliere le persone che non vanno al pronto soccorso per una gita di piacere e avrebbero diritto, almeno in un paese che si ritiene civile, ad avere un minimo di accoglienza nei momenti più o meno difficili che li aspettano fuori dalla struttura sanitaria.
L’ultimo post di un residente a Follonica, che richiama tra l’altro l’iniziativa proposta da un architetto sempre residente nella città del Golfo, definisce con una parola molto adeguata una situazione: che è da VERGOGNA.
Ed ha ragione, questa situazione è una VERGOGNA - concludono le forze politiche massetane - ed è altrettanto VERGOGNOSO il comportamento di chi da tre anni la conosce (ma non la vive) e non ha ancora approntato una soluzione per risolverla».