Massa Marittima: «Nell’incontro pubblico sul tema quale sanità per il nostro territorio - si legge nella nota di Paolo Mazzocco e Luciano Fedeli per il Tavolo della Salute -, oltre che ad esporre problemi legati all’organizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali e alle carenze di personale nel settore pubblico, sono stati portati esempi molto concreti con i quali è stato evidenziato come la crisi dei servizi investa e abbia conseguenze più gravi sulle categorie di soggetti più fragili come psichiatrici, disabili e anziani.
La carenza di risposte colpisce in modo più marcato e spesso drammatico questi nostri cittadini che spesso si vedono privati di servizi di base.
La psichiatria ne è un esempio: lo smantellamento del reparto, presente presso il presidio ospedaliero delle Colline Metallifere e l’impoverimento di figure professionali e servizi per i percorsi territoriali ne sono un esempio per chi vive questo disagio e lo tocca quotidianamente con mano.
Le categorie più fragili sono quelle che pagano quindi il prezzo più alto, tra queste, oltre gli anziani e chi soffre di disagi economici, ci sono i disabili in tutte le varie situazioni.
Nell’incontro è stato fatto un primo focus sui servizi collegati alla neuropsichiatra infantile dove Simona Vasile, presidente di Iron Mamme, ha portato la testimonianza diretta dello stato dei servizi ormai drammatico che vivono le famiglie con soggetti autistici. Altro contributo importante è venuto dalla presidente dell’associazione Biglie Sciolte Onlus di Follonica che si occupa delle stesse problematiche.
In questo servizio non si parla solo di sofferenza di organico e prestazioni che sono ormai cronicizzate da anni ma di una vera e propria agonia.
L'attesa per una prima visita e valutazione da parte di una famiglia con un bambino con problemi è di mesi, in qualche caso – come affermato dalla stessa Vasile – si arriva a un anno, così come passano mesi per avviare quei percorsi terapeutici e riabilitativi che sono fondamentali e vanno fatti nei primi anni di vita del bambino per consentirne il massimo recupero in termini sanitari e sociali.
Questi ritardi portano spesso le famiglie che se lo possono permettere a rivolgersi al privato, con costi esorbitanti a carico dei genitori. Una situazione che comporta disagi economici e spesso riversa sui bambini ritardi ingiustificabili.
Dalla Vasile anche altre amare considerazioni su come le famiglie vivano queste situazioni. La presidente ha sottolineato nel suo intervento la continua angoscia nell’immaginare un eventuale perdita dei genitori. Il dopo di noi è quindi un altro elemento da valutare con attenzione per dotare di servizi quella che è già un’esistenza complicata per chi ha patologie come l’autismo.
Il tema – affermano Mazzocco e Fedeli – sarà oggetto di un incontro specifico per dare visibilità a chi rischia l’invisibilità e tentare di dare risposte concrete perché nessuno deve essere lasciato solo.
Serve un impegno concreto finalizzato al potenziamento dell’offerta pubblica sia in campo sanitario che sociale, per fornire risposte assistenziali adeguate e per questo responsabilizzare gli amministratori locali affinché se ne facciano carico e portino l’azienda a fornire quei sostegni sanitari e sociali fondamentali per dare dignità e pari opportunità a chi si trova a combattere contro queste patologie».