Mazzocco e Fedeli: "La situazione reale è altra cosa"
Massa Marittima: «Nella replica dell’ASL si confermano le difficoltà di un servizio che da anni fa acqua e non per responsabilità di chi ci lavora che fa quello che può con i mezzi forniti ma per una pianificazione che stenta a dare risposte». Così Paolo Mazzocco e Luciano Fedeli alla replica della Asl sulle difficoltà nei servizi sanitari.
«Il fatto che non si riesca a reperire professionisti che vogliano venire a lavorare nell’azienda - dicono Mazzocco e Fedeli - dovrebbe far porre alcune domande da una parte a chi gestisce i servizi e dall’altra alla politica che forse in questi anni ha pensato a realizzare economie che poi si sono riversate sulle spalle degli assistiti.
Come avevamo detto c’è un mondo virtuale rappresentato dalle statistiche, dai protocolli, dei percorsi di offerta ai cittadini dove in teoria le risposte ci sono.
Poi c’è il mondo reale, quello che la gente comune vive sulla propria pelle ed è quello dove le risposte ad un bisogno di salute non vengono incontro alle esigenze degli utenti.
Esempi ce ne sono quanti se ne vuole e non riguardano soltanto la neuropsichiatria. Per un’analisi strumentale, un esame diagnostico, una visita specialistica c’è chi viene inviato in un qualsiasi presidio della ASL Sud – Est, se non in taluni casi, in altra ASL della Toscana. La risposta l’azienda te la dà e così ha assolto al suo dovere poi se la prestazione la devi effettuare a un centinaio di chilometri, se non ci sono mezzi per raggiungere il presidio o altre motivazioni il problema è tuo e se rinunci sono sempre problemi tuoi.
Così è per la neuropsichiatria. I tempi reali li conoscono bene i genitori: anche 1 anno come denuncia una mamma alla stampa che ha ricevuto l’appuntamento per il 2024 altrimenti si va al 2026! E così è per le prestazioni riabilitative e terapeutiche, tempi lunghissimi. Anche in questo caso o accetti o ti rivolgi al privato perché in questi casi il tempo è una variabile determinante ai fini di un miglioramento del soggetto. Ma la risposta c’è, la ASL te la dà, e se non ti va perché i tempi sono lunghi, il problema è tuo e ti devi arrangiare.
La risposta aziendale è l’ennesima risposta di chi si arrampica sugli specchi ed evidenzia come la provincia, come per altre branche specialistiche, non attragga professionisti per molteplici motivi che vanno dai carichi di lavoro esorbitanti anche per la vastità del territorio e l’ubicazione dei presidi che per motivazioni economiche e di opportunità di crescita dei medici.
Ma perché dal privato questi problemi non ci sono e, anche nel caso della neuropsichiatria, i tempi sono minori? Perché c’è una fuga di camici bianchi verso il privato? Non è solo una questione di carenza di medici è soprattutto una questione di organizzazione che da una parte deve tenere in considerazione, come fa il privato, la dignità del professionista e dall’altro mettere al centro il cittadino e non le economie.
Perché non provare a ragionare come i privati con una differenza che il profitto che il pubblico deve realizzare non è quello economico ma quello di dare risposte alla salute dei cittadini, per tutte le branche della sanità, compresa la neuropsichiatria».