Grosseto: «Anche FARE GROSSETO - si legge nella nota del Presidente Matteo Di Marzo e Vice Presidente Michela Magnaricotte - vuole esprimere il proprio pensiero. La frase choc, fra le tante sentire in questi giorni è quella che recita "la gestazione per altri non si può chiamare utero in affitto, né maternità surrogata perché gravidanza udite udite non è per forza maternità".
Ecco allora che è venuta alla luce la questione di fondo di tutto il dibattito, quando si parla di gravidanza sia la libertà che la vita si possono trasformare in un mercato in quanto non riconducibili alla maternità.
L'utero in affitto è una mera transazione commerciale perché è un passaggio di denaro con un contratto; peccato che la merce in questione è una vita... un bambino o una bambina.
Colpisce l'incapacità di vedere l'esistenza di rapporti di subordinazione, di sfruttamento o di vero e proprio dominio, anche se mediati dalla firma giuridica del contratto. Per fortuna esistono molte voci critiche anche a sinistra come Stefano Rodotà che denuncia il pericolo di "cannibalizzazione" del corpi da parte del mercato o chi come Norberto Bobbio che vede nella maternità surrogata rapporti asimmetrici; non a caso la madre surrogata è sempre di ceto sociale inferiore alle coppie paganti.
C'è una certa cecità di fronte a questi fenomeni e oggi sembra alquanto interessante che sia il Papa a spendersi contro la mercificazione universale.
Viviamo in un mondo di ipocrisia! bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno!
È chiaro che chi si presenta ad affittare il proprio utero è una donna disperata.
La cosa disumana è che qualcuno si approfitta della disperazione di quella donna per appagare i propri desideri.
E per la serie al peggio non c'è mai fine... c'è chi addirittura nel nome del progresso e in difesa dei diritti acquisiti ritiene questa pratica una cosa del tutto normale.
Non si può accettare solo perché delle persone sono benestanti possa comprarsi scusate la parole forte un bambino! Da una donna che asseconderà questa vergogna solo per poter sfamare i propri figli.
La disperazione porta a fare qualsiasi cosa.
Ripeto oramai viviamo in un modo di egoismo, cattiveria con la scusa di usare la fatidica frase progresso.
Purtroppo una politica poco attenta ai valori ha contribuito a far saltare ogni idea di famiglia tradizionale. Cacciari lo sottolinea nella sua intervista dichiarando che l'utero in affitto é «l’inferno in Terra». Cacciari dice che “non si può consentire che una persona sia costretta ad affittare il proprio corpo per procreare, sarebbe la riduzione dell’essere umano a merce”.
Non importa il motivo per cui la donna accetta di mettere a disposizione il proprio utero per procreare per altri: "subalternità psicologica", "necessità economica", etc.
E’ la prassi in sé che è mostruosa. Perché - conclude Fare Grosseto - riduce il corpo "ad oggetto" e il bambino a oggetto di mercato».