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I Riformisti – Verso il Terzo Polo: “Urgente l’intervento sulle liste di attesa"

I Riformisti – Verso il Terzo Polo: “Urgente l’intervento sulle liste di attesa, servono investimenti sulla sanità territoriale”

I Riformisti – Verso il Terzo Polo: “Urgente l’intervento sulle liste di attesa"

"Servono investimenti sulla sanità territoriale”

Grosseto: “Nessun altro sistema è così complesso come quello sanitario e un sistema complesso non cambia perché qualcuno concepisce e quindi impone la soluzione progettata allo scopo. I meccanismi top-down, come le ristrutturazioni organizzative, l’introduzione di nuove regole e di più stringenti indicatori di performance sono destinati al fallimento. Il messaggio chiave è che il cambiamento è accettato quando i soggetti sono coinvolti nelle decisioni e nelle attività che li riguardano, ma resistono quando i cambiamenti vengono imposti in maniera verticistica. Il cambiamento imposto dalla politica non ha mai o stesso peso del cambiamento clinicamente guidato.

Nell’ultimo decennio la sanità toscana ha subito importanti rimodellamenti, che nell’ambito della realtà grossetana sono stati ancora più significativi. In nessuna delle province della nostra Regione l’intensità di cura e i tagli economici hanno modificato in maniera altrettanto incisiva il rapporto dei cittadini con il personale sanitario e hanno generato la percezione della riduzione della assistenza medica. Questi rimodellamenti sono stati vissuti dagli operatori sanitari come una imposizione dettata da precise scelte politiche ed economiche piuttosto che la conseguenza di scelte dettate dalle evidenze medico-scientifiche, con l’inevitabile mortificazione delle figure professionali coinvolte nel percorso assistenziale.

Le scelte fin qui operate hanno determinato la riduzione di servizi, del numero del personale sanitario, dell’offerta assistenziale in ambito ospedaliero e territoriale e in alcuni casi al sottoutilizzo delle strutture sanitarie, con il conseguente allungamento delle liste di attesa soprattutto in ambito chirurgico.

Alla luce di queste considerazioni e dopo un periodo sufficientemente significativo, come può essere un decennio, può essere proposta la revisione critica del modello organizzativo fin qui proposto, confrontando i risultati dell’ultimo decennio ed i periodi precedenti allo scopo di verificarne l’efficacia e l'idoneo utilizzo delle risorse economiche disponibili, pur nella consapevolezza che i sistemi sanitari sono non deterministici e che pertanto predire il futuro dal passato è un processo difficile da realizzare.

L’assistenza sanitaria deve essere auspicabilmente governata più dalla cultura e dalle politiche organizzative locali e non da quelle decise da un responsabile politico o un general manager. Sulla base di questa evidenza l’ASL Toscana sud est risulta essere troppo vasta e quindi la conseguente organizzazione risulta poco responsiva alle reali necessità locali . Nasce da qui l’opportunità di rivedere questo accorpamento anche alla luce dell’andamento non proprio favorevole dei bilanci economici.

La logica conseguenza è quella di rivedere questo accorpamento e di dare vita alla Consulta provinciale della Salute permanente e partecipativa che costituisca il punto di raccordo tra operatori sanitari, amministrativi e cittadini. Uno dei tanti problemi che affligge pressoché ubiquitariamente la sanità è quello delle liste di attesa, che riguardano sia i percorsi diagnostici che terapeutici. La sanità grossetana non è certamente immune da questa situazione. Ridurre in maniera definitiva i tempi di attesa entro limiti accettabili è un percorso complesso in quanto coinvolge molteplici aspetti della sanità tra cui la crescente e difficilmente controllabile richiesta di salute spesso legata ad aspettative soggettive. Nessuna soluzione viene però proposta per la riduzione delle liste con percorsi stabili e definitivi

L’affanno vissuto nei mesi scorsi dal SSN ha reso tangibile l’urgenza di maggiori investimenti sul territorio, sulle cure primarie e sulla medicina generale, dotandola delle risorse umane e tecnologiche necessarie. Questo percorso può essere il primo passaggio per ridurre gli accessi presso la Struttura Ospedaliera e ridurre le liste di attesa per la diagnostica di primo livello E’ pertanto indispensabile l’utilizzo dei fondi già stanziati per l’acquisto di strumenti afferenti alla diagnostica ad uso della medicina generale. Questi fondi risultano già ripartiti , ma la domanda che nasce spontanea è : sono stati utilizzati e come?

E’ pertanto opportuno accelerare l’acquisizione da parte dei medici di MG degli strumenti per la diagnostica di primo livello ed è altrettanto necessario ampliare il loro armamentario con tutti i farmaci necessari per far fronte alla crescente richiesta di salute per la presa in carico del paziente cronico In questi anni il SSN è stato colpito da tagli, disinvestimenti e mancanza di programmazione. Poco è stato però fatto per dotare il territorio degli strumenti che erano stati promessi. Indispensabile inoltre è verificare se il personale sanitario risponda numericamente alle reali richieste dei bisogni sanitari e il reale utilizzo degli spazi e dei dispositivi diagnostici e terapeutici”, termina la nota.


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