Grosseto: La presenza di lupi nella campagna maremmana è arrivata ad un punto che non è più tollerabile, in quanto i predatori scorrazzano tranquillamente dal mare alla montagna, procurando danni ingenti alle aziende e con coraggio si avvicinano ai centri urbani mettendo a rischio l’ incolumità delle persone, anche se gli studiosi e gli zoologi cercano di convincere i cittadini che il lupo è buono quindi al massimo può aggredire animali d’affezione, ma non l’uomo. Teorie confutabili sia con le ultime aggressioni avvenute in Abruzzo presso Vasto sia nelle testimonianze depositate presso gli archivi.
Dinanzi ad un quadro così allarmante la presidente del Comitato Pastori di Italia, Mirella Pastorelli, riceve continuamente telefonate di allevatori disperati, che oltre a combattere contro un sole rovente, un caro vita non più sostenibile, si sono trovati a combattere anche con il lupo.
«Cristian Falini disperato - dice Pastorelli - mi ha raccontato che da giorni il lupo si presenta alla sua azienda, che si trova presso il Podere Sant’Emilio comune di Follonica, ed in breve tempo gli ha predato 8 agnelli di circa 40 giorni, 2 capretti di 3 mesi ed un’agnella di 11 mesi, un danno non quantificabile verificato anche dal veterinario, che non potrà neppure essere risarcito, essendo gli agnelli così piccoli ed ancora non identificati, in quanto l’identificazione deve avvenire entro 6 mesi dalla nascita».
«Elfo Benelli - continua Pastorelli - residente nel comune di Scansano Podere Bianco 88, nella disperazione ha raccontato che nei dintorni del suo podere ci sono branchi di lupi che da giorni portano via agnelli. Una situazione non più tollerabile, che deve far riflettere la politica che troppo spesso si gira dall’altra parte e fa finta di nulla. Le imprese sono al collasso, un comparto che di questo passo finirà, soprattutto se il Ministro del MASE Fratin non rimette le mani nel piano lupo 2023».
«Un piano lupo nocivo non solo per gli allevatori - sostiene la presidente del Comitato Pastori di Italia -, ai quali si chiede per l’ennesima volta la convivenza tra lupo e allevamento, ma nocivo anche per il lupo, il quale serve unicamente a far fare cassa a chi continua a sprecare i soldi della Comunità Europea attraverso progetti che non portano nessun risultato . Un forte appello come Presidente degli allevatori lo rivolgo al Ministro Fratin se veramente ha a cuore l’ambiente, le sue tradizioni e le sorti delle imprese: riveda immediatamente il piano lupo 2023 obsoleto e fuori tempo per la situazione attuale , non essendo più il lupo un animale in estinzione. Per una volta la politica si schieri dalla parte di chi lavora e dà molto a questa nazione e metta da parte le leggende metropolitane di chi non conosce la realtà del mondo rurale».