Firenze: «I cittadini e le attività toscane affrontano e probabilmente affronteranno ancora un periodo di perdite: di beni e di vite. L’impatto della piovosità - afferma Antonio Caprai, Responsabile Dip. Ambiente e territorio della Segreteria regionale Toscana PCI - poteva essere almeno limitato con opportuni investimenti nello studio e nella manutenzione ordinaria e straordinaria: misure non adottate da governi nazionali e regionali che sistematicamente sottovalutano il problema del riscaldamento globale e dei conseguenti cambiamenti climatici. A chi non ha provveduto in passato a mettere in sicurezza i territori fa comodo chiamare eventi estremi fatti oramai normali nell’ambito dell’attuale sistema capitalistico, basato sul consumismo esasperato e, quindi, su sistemi produttivi che oltre a non tenere conto dell’immissione di gas serra, responsabile dell’aumento delle temperature, si traducono anche in opere di devastazione territoriale.
I fattori di rischio associati alle precipitazioni (previste) erano noti: tuttavia la cementificazione è diventata una costante della politica toscana in assenza di una visione di salvaguardia del territorio. Nuovi e grandi centri commerciali, attività industriali, costruzione di abitazioni a fronte di tante case sfitte hanno rubato all’ambiente terreni agricoli e incolti che non assorbiranno più acqua. Le mappe del CNR del rischio idrogeologico attestano che almeno un milione di persone in Toscana sono a forte rischio. Secondo i dati dell’ISPRA le aree toscane colpite dalle recenti alluvioni sono proprio quelle dove c’è stato consumo di suolo.
Il rischio zero non esiste: ma non perseverare nella cementificazione e migliorare, invece, la manutenzione costante dei corsi d’acqua ed effettuare costantemente la pulizia delle fognature e degli scarichi deve essere alla base dell’azione politica che il Partito Comunista Italiano vuole venga realizzata, nella consapevolezza che oltre a tali misure è necessario, con la fiducia dei cittadini, trasformare la gestione della politica economica e industriale».