Massa Marittima: «Si investe in mattoni da una parte e si tagliano servizi dall’altra. L’ultima solenne inaugurazione presso l’ospedale Sant’Andrea - scrivono Luciano Fedeli e Daniele Gasperi per la segreteria PCI - ha visto spostati, solo spostati, alcuni servizi di specialistica nella nuova e bella area costruita ma su nuovi radiologi, pneumologi, ortopedici e altri professionisti non ci sono annunci.
Così si ampliano le strutture e contemporaneamente si svuotano di servizi.
Ma non finisce qui, a pochi giorni dall’inaugurazione degli spazi degli ambulatori arriva un nuovo taglio e ad essere colpito questa volta è un servizio di importanza fondamentale, con un valore non solo sanitario ma sociale, storico e culturale, importantissimo come quello trasfusionale. L’autore del misfatto è ESTAR, l’altro mostro di area vasta creato dalla Regione che si occupa delle procedure per le forniture.
Un altro carrozzone pieno di dirigenti, perché quelli non mancano mai al contrario di medici, infermieri e OSS, pagati per predisporre anche gare per forniture e manutenzioni.
Gare che come vuole il mercato devono puntare al risparmio, al massimo ribasso e si devono basare su indici di prestazioni, non sui servizi, operazioni che aumentano i profitti dei privati.
Questa volta a passare nella ghigliottina è l’AVIS che per l’ambito provinciale è eccellenza e per quello locale, come il territorio delle Colline Metallifere, è qualcosa di più.
Massa Marittima è stata una delle prime sezioni di centro trasfusionale realizzate in Toscana, una sezione che si è sempre distinta per il numero delle donazioni e per il forte radicamento sul territorio e, contagiate da questo, sono nate le altre sezioni nei comuni limitrofi.
La gara per la manutenzione delle apparecchiature adibite a questo, ha visto prevalere una ditta che come prima cosa ha contato il numero delle prestazioni e disposto la riduzione di una delle due apparecchiature disponibili per la plasmaferesi.
Ancora una volta il servizio non si toglie ma viene effettuata una prima riduzione che avrà conseguenze negative su una buona pratica di fondamentale importanza per la sanità, che crea oltre ad economie sulla spesa di farmaci che derivano dal processo, centinaia di migliaia di euro, anche una frattura per quello che sono gli aspetti sociali, culturali e solidaristici che l’associazione svolge da decenni sul territorio.
Una macchina in meno significa che durante la manutenzione o per eventuali guasti non si potranno effettuare più prelievi destinati al plasma.
Tutto questo perché la ditta vincitrice ha stabilito che il numero minimo di prestazioni deve essere di 300 ed anche se a Massa si sfiorano le 600 donazioni, la seconda macchina è di troppo e non fa realizzare quei profitti sui quali evidentemente l’impresa conta.
Destinati quindi a rimanere in basso con le donazioni? Noi come partito diciamo di no ed è bene che ci si muova per far ripristinare un servizio importantissimo per tutti.
Non ci rassicurano le perplessità dell’Azienda che non si può limitare solo a dissentire ma deve invece alzare la voce perché questo non avvenga, rimarcando che oltre ad una cultura della donazione la provincia di Grosseto è una provincia tra le più estese e impoverirla di attrezzature significa perdere, in questo caso donatori, soltanto perché l’interesse è quello dei numeri, dei bilanci, dei ricavi.
Bene sarebbe che anche dalle istituzioni e dalle altre forze politiche ci fosse una presa di posizione forte per ripristinare quello che si toglie non all’AVIS ma a tutti i cittadini e si cominciasse a rivedere anche l’organizzazione di un altro carrozzone come ESTAR, lì c’è bisogno di ridurre dirigenti e non di tagliare buone pratiche sui territori».