Follonica: "Nei giorni scorsi ho scritto un post sulla mia pagina social politica (ringrazio Fratelli d’Italia e Forza Italia per seguirla) per segnalare una oggettiva difficoltà di Follonica. L’ho fatto caricando una delle tante immagini che mi mandano in questi giorni dei cartelli delle attività commerciali chiuse. E sia chiaro: per me questo fenomeno non è il problema (l’attività economica è libera e ognuno fa come gli pare nel rispetto delle leggi), bensì rappresenta la spia di un problema più grande. Infatti è evidente che la nostra città, soprattutto dopo il periodo difficile del COVID, non può dipendere esclusivamente dal turismo estivo. Il recente aumento dei costi delle materie prime, delle bollette e degli affitti, unito alla limitata capacità di spesa dei clienti, ha reso insostenibile per molte attività economiche la sopravvivenza durante i mesi invernali.
È chiaro che il problema non risiede solo nella chiusura delle attività, ma piuttosto nel perché avvenga questo fenomeno. Caro bollette, affitti che non calano, aumento del costo delle materie prime sono tutte scelte che costringo alcuni esercenti a scelte dolorose. Ma penso anche che un altro motivo sia il cambiamento di congiuntura economica, nazionale e locale. In passato, Follonica godeva di una situazione diversa: con la presenza di numerosi dipendenti del polo siderurgico di Piombino e di quello chimico nel Casone, la città godeva di un costante flusso di reddito per molte famiglie. Oggi non è più come prima e rischia di peggiorare ulteriormente.
Pertanto abbiamo cercato di destagionalizzare il turismo investendo in nuove attrattive, ma questo non è sufficiente, perché strutturalmente il nostro turismo è estivo e balneare. Sebbene la città abbia recentemente attirato cospicui investimenti privati (si pensi all’apertura degli alberghi 4 stelle in zona Pratoranieri o all’apertura dell’impianto di Golf), la concentrazione degli arrivi turistici in una sola stagione non è sufficiente.
Pertanto, credo fermamente che il futuro sviluppo di Follonica debba passare dalla difesa delle attività industriali e artigianali che ancora esistono sul territorio, oltre alla promozione di nuovi impianti. Solo un'economia diversificata, che includa industria, artigianato, agricoltura e servizi (pubblici e privati), insieme al turismo, può garantirci una prospettiva di crescita socialmente sostenibile. Serve una visione della città a 360 gradi che ragioni su questa difficoltà.
So che ci sono posizioni divergenti, specialmente riguardo al ruolo del turismo nell'economia locale. Alcuni mi hanno interpretato male nel recente dibattito e ci tengo a chiarire che il mio intento non è quello di attaccare una categoria, bensì di lavorare insieme per portare ricchezza al nostro territorio. Capisco che talvolta in politica e nella comunicazione si possano fraintendere le intenzioni. Vorrei scusarmi pubblicamente con chiunque si sia sentito colpito dalle mie parole, sia quando ciò è avvenuto come categoria sia come singoli. Personalmente, credo che la politica debba essere vicina alle esigenze di chi vive e chi lavora sul territorio. Per me parlano i fatti: faccio parte di una amministrazione che è andata incontro alle imprese economiche, quando la crisi e il covid mordevano duro. Abbiamo approvato, anche con il mio voto favorevole, fondi speciali per il covid, ampliamenti dell’uso del suolo pubblico, esenzioni, etc.
Sulle posizioni dei partiti politici, invece non ho molto da dire. Sappiamo che siamo diversi e che ci sono diversità di opinioni. La destra mi contesta e non mi stupisce: per anni Berlusconi ci ha abituato al motto del “turismo come petrolio dell’Italia”. Era una vecchia posizione ideologica alla quale non ho mai creduto e continuo a non crederci: i fatti reali, in Italia e nel nostro territorio, di 30 anni di deindustrializzazione cercata e fomentata mi danno purtroppo ragione. Pertanto mi fa piacere che emerga in città un dibattito di questo tipo e sono disponibile ad ogni tipo di incontro in tal senso. Stare vicino a chi lavora e vive qui è il fulcro della mia azione politica e rappresentare le loro necessità è la mia priorità. Solo continuare a lavorare insieme sarà possibile costruire un futuro migliore per Follonica", conclude Enrico Calossi, capogruppo di Follonica a Sinistra per Andrea Benini